TARANTO – Nardoni, the day after: “È vero, ho pensato di mollare tutto e andare via, ma…”
“È vero, ho pensato di mollare tutto e andar via, ma quando ho parlato ero molto deluso e arrabbiato”. Fabrizio Nardoni, il giorno dopo il suo sfogo che ha portato agitazione tra i tifosi rossoblu, attraverso le colonne del Corriere del Giorno, rettifica e chiarisce le sue affermazioni. “Chiedo perdono, ma non è un buon momento. Da due mesi siamo diventati il bersaglio preferito dei criminali e sono stato sempre in silenzio, ingoiando amaro. Ma dopo l’aggressione fisica subita da mio suocero e le minacce rivolte alla mia persona, ho capito che non era più il caso di tacere. Cosa c’entra il calcio? Sono stato minacciato anche in qualità di presidente del Taranto”.
“Ribadisco che l’idea di abbandonare il Taranto è figlia di uno sfogo – spiega ancora il numero uno rossoblu – e penso che dopo tutti questi eventi spiacevoli mi sia consentito. Ho anche spiegato che, nell’ipotesi di un mio disimpegno, garantirei per la gestione dell’attività sportiva fino a fine campionato. D’altronde, siamo rimasti in pochi e sarebbe irresponsabile mollare proprio adesso. Con Mario Petrelli garantiremo la copertura economica fino a fine stagione e gli impegni assunti verranno mantenuti. Non intendo approfittare di questi episodi per far saltare tutto all’aria, sto compiendo grandi sforzi per Taranto e il calcio”.
