[ESCLUSIVA SS] NOVOLI – Antonica, cuore da bandiera: “Vi racconto sette anni d’amore rossoblu…”
Alcuni anni fa, la favola del Castel di Sangro faceva il giro del mondo, con tutto il carico di meraviglie e di stupore che si portava appresso. Un paese di poco più di 5000 abitanti aveva fatto capolino nel calcio che contava. Due stagioni in serie B, incastonate, come gemme, negli annali del football nostrano. Una storia straordinaria, che in qualche modo riconciliava con il senso più autentico dello sport più amato al mondo. Tutto questo accadeva a metà degli anni 90. Passano le stagioni, cambia il modo di intendere e di giocare al calcio, ma le belle storie restano. È il caso del Novoli, attualmente grande protagonista della Premier League pugliese. L’Eccellenza non è la serie cadetta, ma le emozioni, quelle più vere, non hanno confini e non conoscono distinzioni di categoria. E di soddisfazioni, i tifosi novolesi ne stanno ricevendo tante. La squadra è quinta in classifica, in piena zona playoff, e fino ad ora sta dimostrando di poter tenere testa a realtà calcistiche di gran lunga più importanti per blasone, bacino d’utenza e capacità economiche.
E come in ogni favola che si rispetti, anche in questa esiste il principe azzurro. Porta le sembianze e soprattutto indossa i guantoni di Amleto Antonica, galatinese doc ma ormai novolese di adozione. Le strade del portiere classe 1979 e del Novoli si sono incontrate sette anni fa, e da allora non si sono più divise. Una storia d’amore intensa, fatta di momenti belli e momenti brutti, suggellata dalla soddisfazione della fascia di capitano al braccio. Quest’anno, l’ambito riconoscimento è toccato a Luca Potì, ma il capitano morale resta lui, Amleto Antonica. “Il primo anno che sono arrivato qua, mi ha subito colpito l’ambiente, un ambiente sano dove poter fare calcio in maniera ideale, e l’affetto dei tifosi – confessa l’estremo difensore rossoblu -. “Fin dalla prima ora sono stato trattato come uno del posto, si è instaurato un rapporto umano che mi ripaga di tutti i sacrifici e di alcune rinunce che mi è capitato di dover fare nel corso di questi ultimi sette anni”. E già, perché resistere per tanto tempo nella stessa società fino a diventarne la bandiera, non è cosa da calcio dei giorni nostri, specialmente di quello dilettantistico.
Il punto più basso con la retrocessione in Prima Categoria, nello spareggio perso davanti al pubblico amico contro i Delfini Rossoblu. Da allora la rinascita, fino al momento di grazia attuale. “Quando è stato reso noto il calendario, lo abbiamo guardato con un po’ di timore. La sorte ci opponeva, fin da subito, a squadre molto più quotate di noi. E invece l’avvio è stato entusiasmante. Tranne la gara con l’Altamura, in cui non siamo mai entrati in partita, abbiamo poi effettuato sempre grandi prestazioni, e forse ci manca pure qualche punticino” sottolinea orgoglioso Antonica. Che poi riporta tutto ad una dimensione di inevitabile realismo. “La nostra non è una squadra costruita per puntare al vertice. È vero, stiamo facendo molto bene, ci godiamo il momento, ma l’obiettivo principale resta quello della salvezza“. Domenica scorsa, il piccolo Novoli si è tolto la grande soddisfazione di battere il Casarano. “I rossazzurri venivano dalla prima vittoria in campionato ed erano molto motivati. Nei primi dieci minuti ci hanno messo in difficoltà, poi gli abbiamo preso le misure e abbiamo portato a casa una vittoria meritata. La soddisfazione più grande è stata vedere la gioia dei tifosi“.
E nel prossimo turno i rossoblu andranno a fare visita ad un Ostuni che pare essere in ripresa. “Anche loro, come noi, sono una squadra che si deve salvare, per cui faranno di tutto per imporsi in quello che può essere considerato uno scontro diretto, cercando soprattutto di sfruttare il fattore campo. Noi, dal canto nostro, scenderemo in campo sereni e senza l’assillo del risultato”. Fino ad ora il Novoli ha mostrato un andamento abbastanza speculare tra casa e trasferta, segno che la squadra non snatura il proprio modo di giocare. “Noi proviamo a giocarcela sempre con tutti e su tutti i campi. Ormai abbiamo un’impronta di gioco e una mentalità consolidate“. Il calendario ha già messo di fronte alla compagine di mister Schipa Virtus, Vieste, Trani e Nardò. “La squadra che mi ha maggiormente impressionato è il Vieste. Gioca molto bene ed è forte in tutti i reparti. Ma le mie favorite restano Virtus Francavilla Calcio e Nardò“.
E, infine, una nota dolente: la crisi del Galatina, per lui che resta comunque tifoso dei biancostellati pur non essendo stato profeta in patria. “Dispiace molto vedere la squadra della mia città relegata all’ultimo posto della classifica con soli due punti. Eppure in coppa non mi sono dispiaciuti. Tra l’altro dispongono di buone individualità. Il campionato è ancora lungo e avranno modo di recuperare“. E aggiunge: “La sorte ha voluto che all’ultima giornata di campionato ci fosse proprio lo scontro col Galatina. Speriamo di poter festeggiare tutti insieme“. Perché in ogni favola che si rispetti c’è sempre un lieto fine.
