BRINDISI – Carbonella: “Mi scuso per i modi, ma l’ho fatto per il Brindisi. Ecco le mie verità …”
Enzo Carbonella, direttore generale del Brindisi, ha fatto il passo verso la ricucitura dello strappo. Il dg ha espresso le sue verità in conferenza stampa, dopo il caos scoppiato martedì sera nella trasmissione “100 sport Magazine”, quando con toni accesi a risposto per le rime al suo stesso presidente, Antonio Flora: “Accetto con la massima serenità la decisione del presidente di sospendermi. Mi scuso con Fabrizio Caianiello, i telespettatori ed il presidente Flora, contro il quale non ho nulla, per i modi ma vi spiego perché ho dovuto necessariamente fare quell’intervento. Ho fatto quella telefonata in trasmissione solo per il bene del Brindisi”.
“Ero a cena con mister Ciullo e Gerry Palomba, il consulente col quale abbiamo fatto la squadra – prosegue il dg -. Eravamo insieme per vedere la trasmissione. Con noi c’era anche Stefano Casale che aveva accompagnato un calciatore al ristorante. Sentendo le parole del Presidente ho avvertito che rischiava di rompersi il giocattolo ed ho deciso di intervenire pur consapevole che non ce l’avesse con me. Voglio chiarire una cosa. Sicuramente ho sbagliato i modi ed i tempi, lo stesso conduttore ha provato a farmi ragionare, gliene devo dare atto, chiedendomi di chiarirmi in privato col presidente ma volevo tutelare le persone che erano con me. Anche perché, mentre lui diceva in tv che alcuni calciatori sarebbero andati via a dicembre, hanno cominciato a chiamare molti atleti spaventati per il futuro. Anche il mister aveva deciso di dimettersi ed io credo di aver contribuito a fargli cambiare idea”.
Nessun problema col presidente: “Non ho, e non ho mai avuto, nulla contro il presidente. Sapete quanto mi sia battuto per portare Flora a Brindisi. Mentre tutti dicevano che fosse una persona poco affidabile, io lo difendevo. E ancora oggi sono convinto che possa fare bene. Senza il suo intervento lo scorso anno avremmo fatto una brutta fine”.
Carbonella allontana le bugie: “In questi giorni ho sentito di tutto. Anche che io avrei avuto interessi su alcuni calciatori. Io lavoro gratis per il Brindisi e quando sono venuto qui ho rinunciato allo stipendio che mi garantiva l’Ostuni”.
