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foto: archivio
ph: P. Cardone

NARDÒ-BRINDISI – Colpaccio biancazzurro: ora la Cavese è davvero a un passo

Il Brindisi rifila al Nardò la quarta sconfitta stagionale e, complice il colpaccio del Martina in terra campana, si riporta a tre punti dalla Cavese capolista.

I biancazzurri scalzano proprio il Nardò dal secondo posto della classifica e, domenica prossima, avranno in mano la grande possibilità di operare, addirittura, l’aggancio, qualora riuscissero a batterela Cavese nello scontro diretto del “Fanuzzi“. Per il Nardò, invece, tanto rammarico ma anche la consapevolezza di essere andati ben oltre gli obiettivi stagionali. E poi, non è ancora tutto perduto.

La gara si decide nella ripresa: Brindisi in vantaggio con un’autorete di Lanzolla, nel momento migliore del Nardò, sugli sviluppi di un cross di Dammacco, poi, allo scadere, con D’Anna, dopo un’azione personale di Felleca. Nardò negli ultimi minuti in dieci per via dell’espulsione di Ferreira per doppio giallo.

Dagli spogliatoi, i commenti di mister Nicola Ragno e dell’ex, Ciro Danucci.

Ragno: “Il Brindisi è stato più bravo di noi, ha vinto la partita e dobbiamo accettare la sconfitta. Non siamo partiti bene, abbiamo sbagliato qualche passaggio di troppo, evidentemente sentivamo molto il match. Una volta sbloccato il risultato, per loro è stato tutto più semplice perché avevano dei giocatori offensivi molto rapidi. Ferreira? Ha sbagliato, non può lasciarci in dieci in un big-match. Abbiamo comunque retto bene, creando anche qualche buona occasione per pareggiare. Classifica? Cerchiamo di trarre il massimo dalle ultime due gare, cercando di trarre il massimo dallo scontro diretto Brindisi-Cavese. Con una vittoria a Barletta, potremmo essere in gioco sino all’ultimo”.

Danucci: “Partita dura su un campo difficile sul quale ancora nessuno era riuscito a vincere. Sono molto contento della prestazione dei ragazzi, si meritavano una così bella soddisfazione. Siamo contenti, ora, di potercela giocare con la Cavese, visto dove eravamo pochi mesi fa. Siamo stati bravi a crederci, loro sono una squadra forte ma noi abbiamo una chance e ce la giocheremo. Gli insulti dei tifosi? Non so perché mi insultano ogni volta che torno. Alla guida di questa squadra, due anni fa, ho sfiorato i playoff, poi la società ha scelto di non riconfermarmi e sono rimasto per tre mesi senza squadra, sino alla chiamata del Fasano. Non riesco a capire tale acredine nei miei confronti”.

(fonte: Nuovo Quotidiano di Puglia)