[ESCLUSIVA SS] GALLIPOLI – Barone: “Voglio chiarire a tutti come stanno le cose…”
Un Marcello Barone a tutto tondo, che in esclusiva per Salentosport, prova a fare il punto della situazione, visti i conitnui batti e ribatti delle ultime settimane, sulle vicende del Gallipoli, togliendosi anche qualche sassolino dalla scarpa. “Dal momento che è stata messa in discussione – esordisce il presidente giallorosso – da alcune dichiarazioni del sindaco, la mia serietà, allora ci tengo a spiegare con precisione come siano andate le cose. Era il 21 marzo, quando ho protocollato al Comune il preannuncio delle mie dimissioni da presidente del Gallipoli, impegnandomi a garantire la stagione in corso e dando così tempo all’amministrazione di provvedere a trovare delle soluzioni alternative al sottoscritto o che, affiancandomi, potessero dare nuova linfa e forza al progetto già in essere da due stagioni: fatti ovviamente non se ne sono visti, solo tante parole. Giunti al termine del campionato, abbiamo avuto un incontro in Comune, alla presenza del sindaco, del vice sindaco, degli assessori Fiore e Stasi, del consigliere Barba e dell’architetto Carmone dell’ufficio tecnico; in questo confronto mi è stato chiesto di non dare seguito alle mie dimissioni ma di esplicitare invece quelle che erano le mie richieste, consistenti in tre punti: avere garanzia della disponibilità sia dello stadio che dell’antistadio; legalizzare, mettendolo per iscritto, la pubblicità sulle mura dello stadio; autorizzare la società di calcio, a proprie spese, a sistemare l’ex casa del custode per creare un punto ristoro al servizio di atleti, tifosi e turisti, producendo un indotto economico per finanziare la squadra. Mi preme precisare che tutte queste concessioni non sarebbero dovute essere private, ma alla società Gallipoli. Siamo arrivati a metà di luglio, con l’iscrizione al prossimo campionato che scadrà tra dieci giorni, e l’unica cosa di cui posso prendere atto è di essere stato preso in giro. Ed oltre al danno la beffa di aver dovuto consegnare le chiavi dello stadio, in cui verrà costruito un parcheggio a pagamento, funzionante tutto l’anno, che, qualora iscrivessimo la squadra, ci costringerebbe a trovare un altro sito, venendo a mancare i presupposti per la sicurezza e quindi per l’omologazione da parte della Lega dell’impianto”.
“Ho letto le dichiarazioni del presidente dell’associazione Il mio Gallipoli, l’ingegnere Di Girolamo – prosegue Barone – e ritengo che prima di giudicare il mio operato dovrebbe pensare a giudicare il suo: le sue affermazioni sono chiaramente politiche, a differenza di quelle del sottoscritto. Quando il Gallipoli partì dal fallimento della Serie B, si scelse di iscriverlo in Promozione, perché era il campionato che comportava molti meno costi, rispetto alla Serie D e all’Eccellenza. E al termine di quella stagione, fallimentare, venne portata via qualsiasi cosa, svincolando peraltro tutti i calciatori di modo che trovassi una vera e propria tabula rasa. Noi ci siamo messi, con impegno e dedizione, a ricostruire tutto dal nulla, contando solo sulle nostre forze, senza che nessuno si sia mai interessato se gli spogliatoi necessitassero di una sistemazione o se ci fossero altri piccoli problemini da risolvere, ottenendo dei risultati straordinari, con una promozione in Eccellenza, onorata giocando un gran calcio e valorizzando tanti ragazzi gallipolini e del nostro hinterland. E se avessi avuto quell’aiuto morale che così spesso ho cercato, chissà che non avremmo potuto ambire a dei traguardi più importanti. Io sono grato agli associati de Il mio Gallipoli per il contributo di 7.400 euro che è stato erogato in favore della squadra, ma sono solo una piccolissima parte in confronto dei 500.000 euro necessari per sostenere queste due stagioni. Quindi non accetto le affermazioni di chi cerca di interessarsi al calcio solo per interessi politici e personali: le porte del Gallipoli sono aperte a tutti coloro che vogliono fare calcio e non a chi piace giudicare e contrastare senza pertinenza alcuna”.
La chiosa finale del presidente giallorosso è per puntualizzare circa la vendita del titolo del Gallipoli. “In chiusura voglio precisare un ultimo ma non meno importante aspetto: quando dico che il titolo del Gallipoli è in vendita, non intendo dire che debba essere pagato. Io voglio essere contattato, per capire quali siano i progetti e le credenziali di chi dovrebbe essere interessato a succedermi alla guida del club. È da marzo che abbiamo comunicato di volerci fare da parte, ma nessuno ha mai chiesto di incontrarmi. Chi vorrà il titolo del Gallipoli si dovrà impegnare per costruire una squadra degna del nome di questa città e senza avere scopi di lucro. Ma dovranno venire a parlare con Marcello Barone: le porte del mio ufficio sono e saranno sempre aperte per chi ha voglia di fare e costruire, perché io sono stato, sono e sarò sempre il primo tifoso del Gallipoli”.
