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LECCE – Piacere, Moriero: “Lavoro e rispetto delle regole. Dovremo sudare per la maglia”

Lavoro, tanto lavoro, rispetto per le regole e voglia di sudare per la maglia giallorossa. È questa la prima impressione che si ricava dalla conferenza stampa di presentazione di Francesco Moriero, nuovo allenatore del Lecce. Un sogno che si realizza per Checco, tifoso sin dalla tenera età. Sogno che però diventa ben presto un onere, perché un conto è essere tifoso e un altro è sedersi su quella panchina e portare a casa risultati positivi.

ANTONIO TESORO – Giunto in sala stampa con qualche minuto di ritardo, a causa dei tanti flash dei fotografi che lo hanno accolto, il tecnico è stato così introdotto dall’ad Antonio Tesoro: “Oggi è lo start della nuova stagione e ne sono felice. Abbiamo scelto Moriero non perché leccese, dato che si diceva così in giro. Non è un’operazione simpatia. Lo scorso anno abbiamo parlato ed eravamo simpatici, quest’anno vorremmo essere più anticipati e concreti. La scelta di Moriero è stata accurata. Ha fame e voglia di vincere. Ci siamo confrontati e ho compreso che c’è grande feeling umano, importante per fare bene il prossimo anno. Il tutto senza grossi proclami e con serietà, senza fare gli errori fatti lo scorso anno. Mi sento di aver fatto la scelta giusta e sento soprattutto che questa sarà l’unica conferenza con un tecnico a me vicino”.

CHECCO MORIERO – La parola è passata poi a Moriero: “Sono andato via che ero ragazzino ed ero e ora torno qui, con qualche anno in più. Ringrazio i Tesoro per l’opportunità data, quella di poter allenare la squadra della mia città e rilanciarmi. Sono pronto a lavorare, a fare il massimo. Non vedo l’ora di cominciare. Le parole non mi piacciono molto. Il mio pensiero si basa su lavoro, organizzazione e il rispetto delle regole, concetto perso di vista da giovani. Voglio dare una mentalità positiva ai ragazzi, che devono capire che indossano una maglia pesante. Non mi va di parlare di passato, ma pensare a presente e futuro. Prometto grande impegno, prometto che la squadra suderà per la maglia e per la tifoseria”.

Subito in sintonia con la società: “Voglio portare entusiasmo e serietà. La società vuole vedere una squadra che lotta con attaccamento alla maglia. Sono in una società e in una squadra importante. Punto su questa stagione per il rilancio. Ho dato la mia massima disponibilità”. Si passa ai discorsi tattici: “Credo che un allenatore si debba anche basare sui giocatori. Non mi fossilizzo su un modulo.Sono convinto che in un campionato duro come la Lega Pro abbiamo bisogno di gente che corra, perché non si vince solo con la qualità, anche se importante. Serve gente con fame e cattiveria agonistica. Bisogna giocare a testa alta, nel calcio si vince e si perde. L’importante è dare tutto”.

Per ora nessun dettaglio contrattuale, come sottolinea Antonio Tesoro: Non abbiamo affrontato il discorso” così come di mercato: “Non abbiamo parlato di ciò, solo accenni. La garanzia è la famiglia Tesoro. Ci sono tanti giocatori ed è ancora prematuro. La squadra è già forte. Punteremo sugli uomini e sui calciatori. Mi piace sottolineare che ci sarà il rispetto delle regole. Voglio gente che scenda in campo con il coltello tra i denti e la voglia di sudare”.

Idea di calcio, ispirazioni e quell’in bocca al lupo: “Gioco sempre per vincere. Il mio calcio è propositivo. Non dobbiamo pensare al nostro avversario. Una squadra che sia organizzata, che giochi all’attacco. Possiamo fare 4-2-3-1, 4-4-2 o 4-3-3 in base agli uomini che abbiamo. Non ci si può fossilizzare su un modulo nel calcio di oggi. Di certo non aspetteremo gli avversari. Ho cercato di imparare da tanti maestri. Il mio modo di vedere il calcio è quello di Mazzone, colui che mi ha mandato il primo in bocca al lupo”.

Antonio Tesoro chiarisce sullo staff che affiancherà Moriero: “Il preparatore dei portieri Raffaele Di Fusco è confermato. Moriero lo conosce bene dai tempi del Napoli. Sandro Morello sarà allenatore in seconda. Per il mister è come un fratello. Per il preparatore atletico, abbiamo contattato Matarangolo. Dovremmo avere incontro per chiudere con il professore”.

Data e luogo del ritiro: “Sarà dal 14 al 28 luglio ritiro alla Villagrande di Montecopiolo, nelle Marche. Magari porterà bene, visto che c’è stato il Trapani lo scorso anno. Il secondo ritiro, a seconda di come andrà la partita di Coppa Italia, sarà in agosto”.

Conciliare lavoro e cuore: “Non è facile. Il mio sogno è allenare il Lecce. Però ora devo lavorare, cercando di tirare fuori il meglio dai miei uomini. Ho grande passione per il mio lavoro e sono convinto di fare bene. Mi aspetto aiuto dai giornalisti, voi che siete punto di riferimento importante. Voglio iniziare un percorso nuovo, pensando al futuro in maniera positiva. Io vivo di entusiasmo e grazie a esso posso dare di più”.

Emozione da godere: “Gli amici sanno come ci tenessi a venire a Lecce. Tanti sanno quanta voglia avevo di lavorare nella squadra del mio cuore. I calciatori vorranno mettersi in discussione. Però non voglio però parlare di mercato o altro. Voglio godermi la giornata”.

I giovani del Lecce possono ripercorrere le orme dei vari Moriero, Garzya, Petrachi e Conte? “Credo che i giovani sono importanti, se sono bravi. Non guardo all’età. Il giovane deve avere la possibilità se rispetta le regole. Abbiamo la fortuna di avere giovani bravi che devo aiutare a crescere. Gli allenatori passati da qui hanno puntato tanto su di loro. Io li darò una possibilità, ma starà a loro meritarsi il resto. Se il giovane non si sacrifica non arriverà in alto come successo noi. Io credo nella disciplina. Chi deve stare con me deve avere rispetto nel mio gruppo”.

Mettersi sempre in discussione: “Ho sempre messo la faccia ovunque sono stato. Mi hanno stimato perché ho sempre lavorato. Poi nel calcio parlano i risultati. Sono anche un tifoso e non mi piace perdere, specie col Lecce. Cercheremo di fare una squadra di categoria. Abbiamo bisogno di gente che dia il centoventi per cento. Anche i ragazzi della Nord ci devono dare una mano. Spero che il Via del Mare diventi uno stadio difficile per gli avversari”.