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TARANTO – Il Taranto prepara la corrida, vincere vale più che tre punti

L’ultima macchia granata sul green dello “Iacovone” quasi non si vede più. L’annata da portare alla luce per rievocarne almeno l’essenza, è una di quelle meglio riuscite. Quella della svolta, quella dell’esplosione di Riganò e delle corse a perdifiato di Aldo Monza, quella deicinquemila a Campobasso e del pareggio promozione a Castellammare di Stabia, solo per citarne qualcuna. Il calendario eufemisticamente parlando, lascia inclemente, poco spazio ad ogni tipo di calcolo. Sono dodici gli anni trascorsi dall’ultima sfida interna contro i neretini, e quel Taranto, pare così lontano da far sentire vecchio anche chi non superi i cinque lustri.

Era la fine di una rampa e proprio il due a zero rifilato agli uomini di Giusto, in un soleggiato pomeriggio di fine febbraio, consentì a quella squadra di decollare. Da allora undici anni tormentati, conditi da sistematici voli pindarici e accompagnati da puntuali picchiate. Poi il botto. La luce infondo al tunnel, oggi si chiama salvezza, obiettivo virtualmente centrato dagli uomini di Pettinicchio, a meno di clamorosi sconvolgimenti di classifica. Nel calcio però, la classifica conta fino a quando non subentra il campanile. E allora ecco che le motivazioni diventano più importanti dei tre punti stessi. La pressione sale, perché oltre all’ormai celeberrimo blasone, bisogna che ci sia dell’altro, bisogna che il presente regali qualche soddisfazione, e spedire all’inferno una rivale, quando ormai il verdetto del campo ti sorride, potrebbe rappresentare una preda troppo succulenta per lasciarsela sfuggire.

Vincere dunque, appare l’unico risultato a disposizione dei rossoblu, desiderosi di riscattare anche la discutibile sconfitta incamerata nel match d’andata, quando le polemiche, giustificate o meno, fecero da cornice al successo leccese. Lecito chiedersi a sei mesi di distanza, se il recente auspicio di Sgobba alla “fratellanza pugliese” possa trovare in riva allo Jonio, orecchie disposte a recepire.

Il blitz di Monopoli ha lasciato in eredità a Giacomo Pettinicchio qualche situazione spinosa. Prima fra tutte quella legata allo squalificato Prete, appiedato per un turno e quindi costretto ad assistere alla contesa soltanto dalla tribuna. Stesso dicasi per Terrenzio, che sconta l’ultimo dei due turni “conquistati” contro il Brindisi. Davanti a Maraglino quindi, spazio alla linea a quattro composta dal confermato Papa accanto a Grieco, Prosperi e Rosato. In mediana, complice anche l’assenza di Catalano, potrebbe essere scoccata l’ora di Biondo che andrebbe a posizionarsi al fianco di Gnoni e Vicedomini; in avanti invece, probabile il recupero di Bongermino che insieme a Mignogna e Molinari formerebbe il tridente anti – Toro.