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LECCE – La svolta Toma: i numeri sono dalla sua parte

I numeri sorridono ad Antonio Toma. L’allenatore giallorosso, da quando si sedette sulla panchina del Lecce, lo scorso 22 gennaio, ha migliorato le statistiche rispetto alla gestione di Franco Lerda. Il tecnico di Maglie, in otto gare di campionato, ha messo in saccoccia 17 punti (2,12 la media), più alta rispetto ai 34 in 19 gare (1,78 la media) di Lerda. Anche la media gol fatti è salita: si è passati dall’1,57 di Lerda (30 gol in 19 gare) ai 2 di Toma, il cui Lecce è andato a segno 16 volte in 8 gare.

Il netto miglioramento è dovuto al fatto che Toma ha riportato entusiasmo in uno spogliatoio sfiduciato che aveva abbandonato Lerda, forse un po’ troppo duro nei rapporti con i suoi uomini. Toma ha subito messo in cassaforte cinque vittorie, due pareggi da bicchiere mezzo pieno (Portogruaro) e da bicchiere mezzo vuoto (Entella), venendo però sconfitto nello scontro diretto col Trapani, dopo essere andato in vantaggio con Bogliacino e aver fallito il colpo del k.o in diverse occasioni, prima di subire la rimonta firmata Mancosu.

Ma ciò che risalta all’occhio è l’abbassamento della media gol subiti. La fase difensiva era il vero tallone d’Achille di Lerda che subì 24 gol per una media di 1,26. Media scesa drasticamente con Toma a 0,62, con 5 gol subiti. L’ultima rete incassata dal Lecce risale alla sfida col Trapani del 4 marzo scorso. Da lì in poi sono 294 i minuti d’imbattibilità, a conferma di come il lavoro sulla fase difensiva, che inizia nella metà campo avversaria col pressing alto, stia dando ottimi frutti.

La squadra difende meglio anche bassa, quando gli avversari premono, a conferma di una ritrovata concentrazione in fase di difesa, come si è visto sabato scorso contro il Pavia, quando i giallorossi non hanno affatto sofferto le seppur sporadiche azioni offensive dei lombardi, tesi alla ricerca del pari.

Nonostante questi miglioramenti, i giallorossi sono sempre all’inseguimento del Trapani. Come mai? La risposta potrebbe risiedere nel fatto che, nonostante tutto, Giacomazzi e co. non riescono a chiudere il match quando ne hanno l’opportunità (vedi proprio la sciagurata gara contro gli uomini di Boscaglia). Antonio Toma dovrà perciò lavorare su questo fattore, quello della concentrazione, l’ultimo ostacolo verso la promozione in Serie B.