AMARCORD – Checco Moriero, nel nome del Lecce
Fine anni ’80: il Lecce per la prima volta ottiene la promozione in serie A, stagione 1985-86, e cominciano a sbocciare i primi talenti "made in Salento".
Uno di questi è Francesco “Checco” Moriero, un ragazzo classe ’69, nato proprio nel capoluogo salentino, che dopo l’esordio nella stagione 1986-87, l’anno successivo in serie B diventa, a 19 anni, perno della formazione giallorossa.
IL TURBO SALENTINO – La sua ascesa comincia in una giornata di fine agosto del 1987; la Coppa Italia mette di fronte al Lecce la Juventus di Rino Marchesi. Sulla destra si piazza “Checco” e contro di lui uno dei mostri sacri del calcio italiano: Antonio Cabrini. Il "Campione del Mondo" non sa che quello sarà per lui un pomeriggio da incubo. L’ala destra leccese semina il panico con le sue scorribande e per il quel pomeriggio di mezza estate si trasmutò in un inferno. La scalata continua e in trentacinque presenze, stagione 1987-88, realizza tre marcature, tutte decisive per la risalita dei giallorossi in serie A. Memorabile il goal realizzato a Cremona, in volée, il 29 maggio 1988, davanti ad un “Giuseppe Zini” stracolmo. Per il Lecce fu il passo verso la seconda promozione in massima serie. Moriero si e’ vestito di giallorosso per 158 volte in carriera, con l’esordio in A nella stagione 1988-89, stagione culminata con il nono posto, agli ordini di Carlo Mazzone. Quell’anno arrivò la miglior posizione in campionato nella storia per i salentini, con l'incredibile vittoria al “Via del Mare” con la Juventus. Firmata proprio “Checco”, che nonostante i suoi 173 centimetri insaccò di testa su perfetto cross di Vanoli (gara poi terminata 2-0 con secondo goal di Pasculli).
CIAO LECCE, LA CONSACRAZIONE – L’escalation è solo all’inizio. Nel 1990 arriva anche l’esordio in Under 21, ma l’addio al Salento è dietro l’angolo e arriva nella stagione 1991-92, l’ultima per lui a Lecce, dopo il record di marcature (6, per lui, in carriera) arrivano Cagliari – dove far splendere il suo astro finalmente anche in “Europa” – poi altri giallorossi, ma quelli capitolini.
Nel 1997 Moriero si accorda con il Milan, ma nel luglio l’Inter si fa avanti e lo scambio con Andre Cruz si materializza. L’esordio al “Meazza” e l’apparizione del rituale della lustrata di scarpe fatta da Francesco alla punta Alvaro Recoba dopo la prima marcatura nella sfida contro il Brescia. La Nazionale finalmente lo accoglie e in due anni totalizza 8 presenze con la gemma in Italia-Paraguay: all’altezza del dischetto dell’area si eleva in cielo, si coordina e con una bicicletta sigla 1-0. Il 1998 è l’anno di grazia: l’Inter vince la Coppa Uefa anche grazie alle sue incursioni, ed ancora una rovesciata lo consegna alla storia. Contro Neuchatêl Xamax (partita vinta dai nerazzurri per 2-0) Moriero sfodera il suo marchio di fabbrica. Poi finirà la carriera da calciatore in quel di Napoli, con un totale di 287 presenze nella massima serie e di 21 marcature.
MISTER MORIERO – Ora Francesco Moriero fa l'allenatore e dopo la grande stagione 2008-09 culminata con la promozione in B del Crotone, da due anni il mister colleziona esoneri, prima a Frosinone (dopo l’inizio di scorso campionato strepitoso che vide i ciociari anche primi in solitaria) e poi a Grosseto, sostuituito poco meno di due mesi fa da Michele Serena.
Adesso aspettiamo Checco nuovamente su una panchina, pronto a dispensare il suo estro d’eterna follia.
