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CRONACA – “Offside”, fine di un incubo per Giordano, Antico e Manta

La fine di un incubo. Sarà stato questo il primo pensiero, dopo la lettura della sentenza di assoluzione, per tre dei sei imputati, giudicati tutti in abbreviato, nell’ambito del processo su presunti intrecci tra mafia e calciopoli, a seguito dell’inchiesta denominata “Offside”.

Assolto “perché il fatto non sussiste” Mauro Giordano, ai tempi calciatore del Maglie, accusato di aver manipolato il risultato del match con l’Avetrana (la richiesta di condanna era di un anno e sei mesi); stesso verdetto per Alessio Antico, attualmente presidente del Nardò Calcio, accusato di estorsione e rapina aggravata dall’aver agevolato l’associazione mafiosa (la richiesta della Procura era di cinque anni); assolto “per non aver commesso il fatto” Mino Manta, all’epoca dei fatti dirigente del Galatone, accusato di aver convinto i propri calciatori a perdere la partita col Galatina (un anno la richiesta invocata dal pm).

Condannati, invece, Luciano Coluccia e il figlio Danilo, rispettivamente a nove anni e quattro mesi e a nove anni, per associazione a delinquere e frode sportiva; condannato a un anno (col beneficio della pena sospesa) Antonio Renis, reo di aver truccato il match tra Galatina e Maglie.

La fine di un incubo, dunque. Ma solo per alcuni. Nomi e cognomi. Richieste di condanna. Poi la cancellazione delle accuse. Ma intanto il viaggio, materiale, psicologico e umano, che bisogna compiere per dimostrare la propria innocenza. Un’esperienza che chiede di non voltarsi indietro, anche se certi segni non si possono cancellare. Perché in palio c’è molto di più, come possiamo leggere sul profilo Facebook di Mauro Giordano. “La posta in palio era alta, mi giocavo tanto tra cui i valori di vita calcistica e non, quelli che qualcuno in questi mesi ha messo in discussione, a loro dedico il mio sorriso, quello di oggi!!! La legge e la giustizia hanno vinto! Basta non voglio dilungarmi troppo, solo un altro po’ per ringraziare i miei legali, ma anche persone uniche e speciali, amici veri grazie ai quali oggi sono di nuovo il Mauro che in molti conoscono veramente!! Grazie Fabrizio Marra, grazie Giuseppe Serratì, professionisti e persone autentiche!”. Non sempre le battaglie più dure si giocano su un campo da calcio.