GALLIPOLI – Villa: “Presi due gol da polli. Quando si perde il telefono non squilla mai…”
Tanta amarezza in casa Gallipoli per una sconfitta contro il Corato, probabilmente immeritata, che estromette i giallorossi dalla lotta al titolo e costringe la truppa di Alberto Villa a doversi impegnare al massimo negli ultimi 180 minuti per conservare un posto nei playoff. “Abbiamo disputato un primo tempo importante – commenta l’allenatore ionico – , nella ripresa oltre al pareggio abbiamo commesso errori clamorosi che non possiamo permetterci, prendendo due gol da polli. Siamo stati ingenui, ci siamo gettati all’arrembaggio senza nessun motivo mentre sull’uno a uno si poteva ragionare di più e gestire meglio la palla. Questo atteggiamento è stato troppo frettoloso e non va bene, bisogna tornare a lavorare”.
Il prossimo sarà un turno per cuori forti, con le prime sei che si incroceranno tra loro. “Con noi il calendario non è stato molto clemente – nota Villa – , negli ultimi due mesi sono state tutte partite difficili. Domenica sarà durissima, questo torneo è molto equilibrato, si può vincere o perdere contro chiunque. Oggi (ieri, ndr) è arrivata una sconfitta ma la cosa che mi fa più sorridere è che quando si perde il telefono è sempre silenzioso e non si fa mai vedere nessuno, quando si vince siamo tutti pronti ad osannare ed a telefonare. È un po’ un’esasperazione, invece serve equilibrio e pensare a quelli che siamo ed a quanto hanno fatto questi ragazzi, gente che non ha esperienza purtroppo per stare lassù in alto. Bisogna ringraziarli”.
“Bisogna stare più attenti e concentrati – aggiunge Villa – , evitando gli errori commessi contro il Corato, abbassare la testa e lavorare forte perché domenica c’è una partita importante come lo sarà quella successiva. Dobbiamo ottenere il massimo, tirando fuori tutte le energie disponibili e girare sempre a testa alta, perché abbiamo fatto il massimo fino ad ora, lavorando tanto. Siamo gente molto seria, i ragazzi per primi: dobbiamo continuare a lavorare perché è l’unica medicina che c’è nel calcio, sempre quella”.
