LECCE – Belli, lottatori e vincenti. I giallorossi di Liverani ora fanno sognare i tifosi
Che l’impatto di Fabio Liverani con il mondo-Lecce fosse stato da fuochi d’artificio non ci vuole certo un esperto a dirlo. Sei gare, cinque vittorie, un pari, tredici gol fatti e sei subiti, primo posto a +4 sulla coppia di inseguitrici sono numeri che parlano da soli, e che legittimano l’entusiasmo della piazza. A poco più di un quarto del tragitto compiuto sono al tempo stesso cifre da prendere con le pinze per evitare voli pindarici o un abbassamento della guardia, con conseguente senso di essere arrivati molto prima del traguardo che è poi stata la croce di ogni Lecce passato, e che invece l’attuale tecnico sta cercando in tutti i modi, mantenendo un profilo basso e umile partita dopo partita, di evitare. Dopo la gara di Matera, importante sotto molteplici punti di vista nonché primo big match affrontato dall’allenatore di Roma, è tuttavia possibile delineare una più nitida fisionomia del collettivo giallorosso guidato dall’ex tecnico della Ternana.
Innanzitutto il successo di Matera ha dimostrato, sia per l’esito finale sia per l’approccio al match dei giallorossi, che il pari con l’Akragas è stato il puro frutto del caso, della poca verve degli attaccanti e della pochissima fortuna su cui Lepore e compagni hanno potuto contare. In secondo luogo, dopo la drammatica debacle catanese, il Lecce aveva bisogno di dare una risposta in un testa a testa con una delle favorite del campionato, per lo più reduce da quattro successi di fila. E risposta è stata data, con Liverani che ha preparato il match con i lucani certamente meglio di quanto fatto da Rizzo (pur meno colpevole di quel sonante ko di quanto si è fatto credere) dimostrando che la sua non è una squadra capace di far la voce grossa solo con le piccole. Terzo e più importante segnale, diretta conseguenza del secondo, al XXI settembre il plotone salentino ha palesato in campo tutti quegli elementi che hanno contribuito ha creare quell’identità di gioco e di atteggiamento voluta dalla cura-Liverani. Corsa e intensità, propensione alla lotta e dedizione al sacrificio, concentrazione nel prevedere l’eventuale errore del compagno e nel lanciarsi sulle seconde palle; fattori che, unitamente a quell’amalgama tattico esaltato dal dinamismo del trequartista, all’interscambio tra gli attaccanti e ai continui triangoli mezzali-terzini, favoriscono lo sfruttamento delle qualità degli effettivi in campo. Il tutto avvenuto comprensibilmente con qualche difficoltà in più rispetto alle precedenti gare, vista la caratura di un avversario, il Matera, fermato sì per due-tre volte da un super-Perucchini, ma che alla fine dei giochi ha sommato sei palle-gol contro le nove giallorosse. E, soprattutto, ha realizzato un gol in meno, tra tutte la discriminante principale.
Un Lecce dunque bello ma capace di giocare duro e sporco se serve, quello di Liverani. A far sognare i tifosi c’è però il dato più importante, quello dei punti, il cui computo complessivo vede al momento i salentini a +4 dalla coppia di inseguitrici composta da Catania e Monopoli, che nel week-end del primo grande esame superato dalla nuova gestione del tecnico laziale hanno invece toppato clamorosamente in casa (etnei ko con la Sicula Leonzio, pugliesi bloccati sul pari dalla Reggina). Un vantaggio parzialmente virtuale, alla luce della gara in meno che contano i rossazzurri di Lucarelli, ma che statistiche alla mano non si registrava dal lontano autunno 2012, nell’anno del ritorno del Lecce in terza serie. Ciò contribuisce in maniera importante a forgiare l’entusiasmo nel capoluogo del Tacco d’Italia, ma che certamente non deve distrarre la banda di Liverani dal proprio obiettivo: proseguire su quella che sembra essere la strada giusta.
