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SERIE C – Avvio incoraggiante nonostante i tanti gol al passivo, punta sui giovani: l’Akragas di Di Napoli

Domani il Via del Mare sarà teatro del faccia a faccia tra due squadre che hanno approcciato la nuova stagione con intenti e risorse decisamente differenti. Da una parte la semi-corazzata Lecce, forte di una delle rose più competitive della categoria con l’obiettivo di volare subito nei piani alti della classifica, dall’altra l’Akragas, che ha dapprima preso per i capelli un’iscrizione alla Serie C in bilico fino alla fine e poi ha puntato su un gruppo giovane (e a basso costo) per cercare di strappare la terza salvezza consecutiva. Al netto di qualche amnesia difensiva di troppo (elemento tra l’altro in comune con i ragazzi di Liverani), l’undici di Di Napoli si è comunque reso protagonista di un avvio positivo di campionato che lo sta tenendo, almeno per il momento, fuori dalla zona-playout.

Per la Società Sportiva Akragas Città dei Templi, dal 1939 baluardo del calcio ad Agrigento, quello in corso è il quattordicesimo campionato in terza serie, categoria oltre la quale i biancazzurri non sono mai riusciti ad andare (il terzo posto ottenuto nel 1962/63 resta il miglior piazzamento). In compenso la storia del club ha vissuto diversi periodi alquanto bui, compositi di ben tre rifondazioni e un trentennio circa nei campionati siciliani. La nuova boccata d’ossigeno è arrivata nel 2011, con la nuova proprietà che ha portato materia prima e due promozioni dall’Eccellenza al professionismo. Con lo sbarco in Lega Pro, da quest’anno Serie C, sono tornate le sfide con il Lecce che hanno appassionato, all’insegna dell’equilibrio, negli anni Sessanta. Il bilancio dei precedenti sorride ai giallorossi, ma di poco: 10-9 lo score delle vittorie, più 4 pareggi. L’ultimo precedente ha sorriso ai salentini (0-2 lo scorso dicembre all’Esseneto, gol di Caturano e Pacilli), mentre il più recente successo siculo è datato 2015, quando l’Akragas eliminò il Lecce a domicilio dalla Coppa Italia di Lega Pro. A decidere fu l’attaccante Leonetti, compagno di reparto di quel Matteo Di Piazza oggi cannoniere giallorosso e che in maglia biancazzurra è esploso proprio in quella stagione, in cui ha sommato 32 presenze e 14 reti. Quella sopracitata è una delle due sconfitte (l’altra avvenne a tavolino) subite dalla compagine leccese in casa contro quella akragantina, a fronte delle ben 7 vittorie e 3 pareggi ottenuti nei precedenti casalinghi. Un anno fa fu 4-1 per i padroni di casa con doppiette di Caturano e Torromino, a battezzare al meglio la prima di Padalino dinanzi al proprio pubblico in campionato.

Anche quello era un Akragas imbottito di giovani, caratteristica che ormai sembra far parte del dna di una società che pure si era inizialmente approcciata con la ritrovata terza serie con grandi ambizioni, forse troppe per le casse. Un eccesso di spese che ha portato qualche problema anche nel presente, in cui il club ha seriamente rischiato di non potersi iscrivere alla C 2017/2018, reperendo in extremis risorse adeguate nonostante l’impossibilità, al momento, di usufruire del proprio impianto sportivo (nelle ultime gare casalinghe i Giganti hanno giocato a Siracusa, compreso il match con gli aretusei!). Di conseguenza, la rosa è stata costruita con il solo obiettivo di salvarsi puntando tutto (o quasi) sui giovani.

Alla luce di ciò, sulla panchina biancazzurra è stato confermato Raffaele Di Napoli, uno che con i giovani ci sa fare eccome, vedasi la salvezza strappata un anno fa con basi tecniche ed esperienziali minime della sua rosa. Partita con gli sfavori del pronostico, la formazione di Agrigento si è tutto sommato ben comportata, sommando 8 punti in altrettante uscite con l’unica “mazzata” nello 0-3 del derby con il Siracusa. Le otto reti segnate (solo due in meno del quotatissimo Catania) sono un segnale incoraggiante del buon lavoro che sta svolgendo Di Napoli, al contrario delle ben 12 reti al passivo (anche se il Lecce ha fatto meglio solo di una) che rendono quella biancazzurra la seconda peggior difesa del girone C.

Come preannunciato, quella dell’Akragas non è certo una rosa colma di nomi di spicco. La “stella” è il metronomo brasiliano Vicente, subito seguito dalla punta barese Longo (suo il gol-salvezza con il Melfi l’anno scorso) e dal portiere Vono, man of the match nello 0-0 del Via del Mare di due stagioni fa.  Per il resto, da segnalare i difensori Scrugli e l’uruguagio Sepe, il centrocampista Carrotta e gli attaccanti Parigi e Salvemini. Nulla di altisonante, ma un buon materiale su cui l’esperto Di Napoli può costruire un nuovo miracolo sportivo.