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LECCE – Falcone: “Voglio il Lanciano salvo ed il Lecce in Serie B”

SportLecce24 ha contattato il baby campione di casa Lecce che ha appena infiammato con una delle sue prodezze il pubblico abruzzese, sponda Lanciano. Stiamo ovviamente parlando di Luigi Falcone, attaccante classe ’92, che dopo aver indossato egregiamente le maglie delle Nazionali Giovanili Italiane e quella delle giovanili del Lecce, si sta confermando un prezioso pezzo pregiato nel panorama nazionale giocando con estrema nonchalance a livelli sempre più alti. Dopo l’euro gol messo a segno sabato contro la Ternana e le buone prestazioni che lo hanno messo nell’occhio del ciclone, gli abbiamo strappato una breve intervista.

Che effetto ha fatto bagnare la prima esperienza in Serie B con un bellissimo gol come il tuo?

“È stata una grandissima emozione, ci sono andato vicino un paio di volte nelle partite precedenti, poi finalmente è arrivato e forse è stato proprio come lo avevo immaginato”

Quali sono i propositi per questa stagione?

“I miei propositi sono quelli di disputare un grande campionato, fare gol, far divertire i miei tifosi e salvare il Lanciano”

Stai seguendo il Lecce? Lo stop di Lumezzane è già acqua passata secondo te?

“Il Lecce lo seguo sempre, penso che la sconfitta di Lumezzane è stata solo una brutta parentesi, l’anno prossimo il Lecce giocherà in Serie B”

Da giorni si parla con insistenza di un interessamento dell’Inter. Quanto c’è di vero? Esistono altri club, anche meno blasonati, che ti stanno cercando?

“Da quello che ho sentito penso che mi stiano seguendo, l’interessamento di squadre di serie A mi fa piacere, il mio obiettivo quest’anno è anche quello di farmi conoscere per bene a livello nazionale”

Allo stato attuale sei ancora un giocatore di proprietà del Lecce. Come mai hai scelto Lanciano? E’ stata una tua scelta per fare esperienza in cadetteria oppure credevi di essere chiuso in questo Lecce?

“Non è stata una scelta facile, ma è stata fatta prima di tutto per una mia esperienza personale, non sono andato via perché credevo di essere chiuso, il mio posto me lo sarei giocato tranquillamente con gli altri”.

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