CRONACA – Miccoli, chiesti quattro anni per estorsione aggravata
Sembra non finire più l’iter giudiziario che ha coinvolto l’ex calciatore del Lecce Fabrizio Miccoli per fatti relativi a quando vestiva la maglia rosanero del Palermo. E’ di ieri la notizia secondo cui la Procura di Palermo ha chiesto quattro anni per il Romario del Salento, per l’accusa di estorsione aggravata dal metodo mafioso.
Il calciatore, secondo l’accusa, avrebbe chiesto al suo amico Mauro Lauricella, figlio del boss Antonino del quartiere palermitano Kalsa, di recuperare una somma di denaro da un imprenditore del posto, ex socio di una discoteca della zona, credito vantato dal nuovo socio del locale, Giorgio Gasparini, ex fisioterapista del Palermo. I fatti sono datati 2010-2011. La Procura palermitana, nei mesi scorsi aveva chiesto l’archiviazione del caso, poi riaperto da un altro giudice per le indagini preliminari che aveva imposto l’imputazione coatta dell’ex calciatore.
Lauricella figlio, per questi fatti, è stato condannato ad un anno con ipotesi di reato poi derubricata in violenza privata aggravata. Miccoli si è sempre detto estraneo ai fatti, ha riferito di essere sempre stato all’oscuro delle parentele di Lauricella figlio, di non aver mai fatto pressione su quest’ultimo e di essersi disinteressato alla vicenda. Gli inquirenti indagano soprattutto su alcuni sms che Miccoli avrebbe scambiato con Lauricella figlio, in cui l’ex calciatore avrebbe proposto al suo interlocutore di tenersi una parte della somma eventualmente recuperata. La sentenza dovrebbe arrivare nel mese di ottobre, mentre a luglio sarà ascoltata la difesa.
