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CASARANO – Calabro preferisce il terreno di gioco: “Che sofferenza a star fuori!”

CASARANO – Più realistico guardare il bicchiere mezzo pieno che quello mezzo vuoto. Il pari casalingo contro il Pisticci può essere catalogato come un risultato positivo per almeno due ragioni. La prima è sicuramente lo spirito combattivo e l'intensità con quale i rossazzurri hanno affrontato la gara dopo una settimana travagliata con lo scossone assestato dalla dirigenza. Se Chiricò, nella ripresa, avesse trasformato il penalty che si era procurato, a quest'ora si parlerebbe di una bella vittoria. La seconda è il comprensibile calo fisico pagato nel secondo tempo dalla Virtus a causa della non ottimale condizione fisica di alcuni giocatori, le assenze di Bonaffini, Caracciolo e Calabro e le sedute di allenamento limitate svolte nei giorni precedenti. La triade alla guida tecnica composta da Martina, Calabro e Caracciolo ha ben esordito e domenica prossima il banco di prova sarà ben più impegnativo sul terreno del Pomigliano quinto in classifica, ad un punto dal Casarano. Del momento della Virtus, ne parla proprio il capitano Calabro.

Allora, Calabro, come ha vissuto la sua prima domenica da tecnico, oltretutto in tribuna?
"Da tecnico l'ho vissuto con intensità nella tribunetta ben nascosto. Ne approfitto per ringraziare Martina, con il quale aveva parlato a lungo prima della partita, il quale ha dimostrato grande professionalità e grossa competenza calcistica".

Okay,ma ora ha capito cosa provano gli allenatori in panchina?
"Dico che preferisco, almeno per ora, scendere in campo e giocare. Aiuta a scaricarsi".

Può essere soddisfatto della prestazione della squadra vero?
"Tutti, tutti quanto hanno fatto il loro dovere dall'inizio alla fine. Era quello che voleva la società e che è accaduto, al di là del risultato. Tutti i giocatori hanno dimostrato il loro attaccamento a questi colori e abbiamo anche realizzato l'obiettivo di valorizzare il patrimonio e i giovani di questa società. Parlo di Galdean come di Presicce o di Palma, giocatore che era richiestissimo ad inizio campionato. Oppure Aragao o ancora Tindaro Salvadore che abbiamo schierato a centrocampo perchè riteniamo che quello sia il suo ruolo naturale mentre quello di terzino destro è solo un adattamento. Insomma, la prova che volevamo. Peccato che non siamo riusciti a mettere a segno il colpo del ko realizzando il rigore, subendo poi il pari dei lucani. Ho fatto i miei complimenti comunque a Chiricò per la sua prestazione. Un rigore si può anche sbagliare, ci sta. Così anche a Cenciarelli che schierato più avanti è capace di essere pericoloso e segnare".

Quindi, i valori su cui punta il "nuovo corso" dettato dal patron Paride De Masi sono stati riscoperti in pieno?
"Si e ne sono felice. Ho visto una squadra che ha dato il massimo su ogni pallone. Forse, in passato, qualche giocatore non aveva avuto moralmente questo approccio alla gara. Il patron ha voluto dare uno scossone forte. Oltretutto, la valorizzazione del patrimonio della società è un obiettivo primario anche guardano al futuro".

Il primo posto appare ormai inarrivabile: che ruolo potete recitare nel prosieguo del campionato?
"Questo mi interessa relativamente, per noi conta raggiungere gli obiettivi fissati dal nuovo corso. I risultati potrebbero essere una naturale conseguenza".

Come mai quel calo nel secondo tempo?
"Presto detto. Molti giocatori hanno ripreso ad allenarsi il giovedì, Tafani addirittura sabato. Altri erano acciaccati e sono stati recuperati in extremis come Salvadore e Cenciarelli. Era ipotizzabile che accadesse".

Se le chiedo del match di domenica prossima a Pomigliano cosa mi risponde?
"Le dò la stesse risposta di prima ovvero che il risultato ci interessa relativamente. Contano gli obiettivi e i valori che ci siamo imposti".