LEGA PRO – Trascinati da Reginaldo, l’obiettivo è l’ennesima salvezza: la Paganese di Grassadonia
Dopo il turno infrasettimanale disputato e vinto a Messina, il Lecce torna a giocare in casa, e lo fa ospitando la Paganese nel primo pomeriggio di sabato. In un Via del Mare che, si spera, possa essere ancora gremito per sostenere la squadra attualmente in vetta al campionato, i giallorossi di Padalino cercheranno di tornare a vincere tra le mura amiche dopo quasi due mesi contro gli azzurrostellati di Grassadonia, compagine di levatura certamente inferiore ma che ha dimostrato grande equilibrio in questa prima parte di campionato, riuscendo sempre a mettere in difficoltà le grandi affrontare sino ad oggi. Tutto questo nonostante il caos societario che in estate gli stava per costare la categoria.
Nell’anno del suo novantesimo compleanno (è stata fondata nel 1926) la Paganese Calcio si trova a disputare il quindicesimo campionato di terza serie della sua storia, vantando come miglior risultato di sempre il secondo posto nel ’76-’77, anno del suo esordio nella categoria. Categoria che si trova a frequentare per la quinta stagione di fila, e solo nelle ultime tre ha incrociato il proprio cammino con quello del Lecce. Il bilancio sorride nettamente ai salentini, visto che cinque dei sei precedenti si sono conclusi con successo giallorosso, e solo uno con un pareggio (l’1-1 della gara d’andata dello scorso campionato, con Lepore a pareggiare dal dischetto in extremis il vantaggio di Guerri) e dunque un risultato positivo per la compagine campana. 100% di vittorie leccesi considerando invece le gare al Via del Mare, con la formazione del Salernitano che non è mai riuscita a realizzare una rete nei precedenti esterni con i salentini. Lo scorso maggio, nel più recente incontro tra le due squadre, una staffilata da fuori di De Feudis nella ripresa decise il match, che consentì ai giallorossi di consolidare la propria posizione-playoff, non compromettendo comunque la salvezza della squadra di Grassadonia.
La permanenza agevolmente conquistata sul campo (alla fine fu un ottimo nono posto) ha rischiato però di essere vanificata solo pochi mesi dopo. La Paganese ha infatti rischiato grossissimo in estate, riuscendo ad essere ufficializzata come facente parte al girone C solo a settembre inoltrato. Dopo i problemi riguardanti le finanze della società che la esclusero in un primo momento dal campionato, venne inizialmente integrata (con posticipo delle prime giornate per permetterle di ultimare un mercato partito in netto ritardo), salvo essere nuovamente “sospesa” in attesa di una decisione definitiva da parte della Federazione, situazione che fece sognare i tifosi del Nardò, speranzosi in un clamoroso ripescaggio. Alla fine tutto si risolse in favore dei campani, ma i tifosi azzurrostellati hanno vissuto certamente un’estate da brividi.
E non certo facile è stata la stagione estiva di Gianluca Grassadonia, tecnico confermatissimo sulla panchina del club di Pagani dopo le ottime cose mostrate un anno fa. Il suo lavoro è stato inizialmente compromesso dalle tempistiche assurde a cui troppo spesso gli allenatori di Lega Pro si stanno abituando, ma la squadra non ne ha risentito in maniera eccessiva, approcciandosi al torneo con tre ko consecutivi ma trovando presto la strada e l’equilibrio giusti, come dimostrano il buon dodicesimo posto in classifica e la perfetta parità tra gol fatti e gol subiti, garantiti da i tre risultati utili consecutivi da cui arrivano Reginaldo e compagni. Inoltre si segnalano le prestazioni positive messe in campo con le “grandi” del torneo, che hanno portato in dote un punto con il Foggia e le sconfitte arrivate solo di misura, e sempre per 2-1, con Matera, Catania e Cosenza.
Nonostante le vicissitudini legate all’iscrizione al campionato, la Paganese è riuscita comunque ad allestire una rosa all’altezza dell’obiettivo, ovvero la salvezza, potendo come detto beneficiare di una proroga che ha posticipato la scadenza delle compravendite. Tra i pali confermato il “personaggio” Marruocco, in difesa invece assieme a Dicuonzo e Camilleri la stella è Raffaele Alcibiade, nell’ultima parte della scorsa stagione proprio a Lecce e autore di un torneo positivo. A centrocampo spicca l’esperto Pestrin, Deli e il fratello d’arte Juan Mauri, parente di Josè, mediano dell’Empoli ed ex di Parma e Milan. Davanti fantasia affidata Eric Herrera, bocciato in estate da Padalino e che a Lecce ha giocato a inizio 2015, senza brillare particolarmente. Assieme a lui anche un altro giovane dal passato giallorosso, Samuele Parlati, ex bomber della Berretti leccese. Completano il reparto tra gli altri Cicerelli, il brindisino Iunco e soprattutto il brasiliano Reginaldo, bomber della squadra dal celebre passato tra Treviso, Fiorentina e Parma in massima serie.
