[ESCLUSIVA SS] TARANTO – Maiuri: “Al Taranto non si può dire di no”
Ci sono uomini che si legano in maniera viscerale ad una terra, tanto da sentirla propria, con il passare del tempo. Quel legame poi, anche se non coltivato quotidianamente regala frutti che riescono a riempire d’orgoglio sia il contadino, che la terra stessa.
Il solo pronunciare il nome di Enzo Maiuri riesce ad evocare nella mente di gran parte degli sportivi tarantini piacevoli ricordi. Uomo vero, gladiatore attaccato alla maglia. Questa la definizione più appropriata del Maiuri calciatore visto in riva allo Jonio.
A volte accade che il cerchio riesca a chiudersi per davvero, e che il lieto fine coroni delle storie che appaiono o forse sono sospese, ferme, immobili, in attesa che qualcuno faccia un cenno e tutto possa riprendere.
Raccogliere l’eredità di Dionigi, non è opera facile. Inutile però continuare a guardarsi indietro, il buon Davide fa parte del passato, Maiuri potrebbe essere il futuro.
PIAZZA UNICA – L’ex tecnico di Brindisi e Grottaglie preferisce non nascondersi dietro silenzi di circostanza e pur ammettendo che al momento non vi sia stato alcun contatto fra le parti, non nasconde un pizzico di orgoglio nell’essere stato accostato al sodalizio rossoblù. “Dipende dal programma – ha esordito Maiuri, in esclusiva per noi di Salentosport – qualora il progetto che la dirigenza ha in mente si rivelasse serio, sarei ben felice di sedere sulla panchina del Taranto, al momento però, non ho avuto alcun contatto con i dirigenti jonici”.
GUERRIERO NELL’ANIMO – Ad accomunare il Maiuri calciatore e quello allenatore è una caratteristica insita nell’animo dell’ex terzino milanese: la grinta. “Il DNA non cambia, il gene resta quello – chiarisce l’allenatore – ci sono però delle differenze palesi tra il fare il calciatore e l’essere tecnico. Qualche cambiamento c’è stato, ma in panchina porto con me lo stesso spirito battagliero che mi contraddistingueva da calciatore. Taranto è una piazza alla quale non puoi dire di no, se dovessi intraprendere questo percorso, non avrei nessun tipo di timore”.
TARANTO NEL CUORE – “Di Taranto ho un ricordo bellissimo, forse tirando le somme ho ricevuto più di quanto non sia riuscito a dare. Ho sempre seguito il Taranto, e mi spiace sia ritornato in queste categorie non consone al suo blasone. L’arma in più del Taranto? Senza dubbio i tifosi. E’ gente passionale, capace anche in un periodo di crisi generale come questo di trovare i soldi necessari per andare in curva la domenica”.
HANDICAP RITARDO – Il ritardo accumulato sulla tabella di marcia rispetto alle rivali non spaventa Enzo Maiuri che da gran conoscitore dell’ambiente sa quello che il pubblico tarantino desidera a prescindere dalla categoria. “Il ritardo nella programmazione rappresenta sicuramente un problema, ma non deve diventare un alibi. A Taranto contano solo tre cose: vincere, vincere e poi vincere”.
