[ESCLUSIVA SS] CASARANO – I sogni e i sassolini di Salvadore: “Potrei tornare ma che delusione De Masi”
Tra i tanti tifosi rossazzurri che aspettano di conoscere le sorti del Casarano, ce n'è uno particolare che ha vestito la maglia della Virtus per ben tre stagioni. Le prestazioni tutto cuore e una professionalità fuori dal comune per un diciannovenne, hanno fatto di Tindaro Salvadore uno degli idoli della tifoseria casaranese. Noi di SalentoSport, lo abbiamo raggiunto per un'intervista in esclusiva.
Salvadore, per il momento sei svincolato. Ancora nessuna novità per il futuro?
"Siamo arrivati all'8 di agosto e ancora il mercato è fermo. Per le mani non ho nulla di concreto".
E se ci fosse la possibilità di vestire ancora la maglia del Casarano, magari con la fascia da capitano al braccio?
"Sarei davvero contento, anche perché ho già fatto il capitano e so che tipo di emozioni si possono trovare. Sarebbe davvero bello. Poi dipende dal progetto che la società vuole intraprendere. Per un'Eccellenza da vincere, sono pronto".
Qualcuno potrebbe pensare che tu voglia rimanere in rossazzurro perché non hai trovato di meglio…
"No. Purtroppo nel calcio d'oggi non decide solo il giocatore, ma devono andare bene tante variabili. Se io non ho trovato squadra è perché non tutte le componenti sono state soddisfatte. Tornerei a Casarano a prescindere".
Obiettivamente però, se dovesse essere Eccellenza, sarebbe un passo indietro per la tua carriera…
"Sì, questo potrebbe essere anche vero. Dopo tre anni di Serie D, anziché approdare in una categoria più alta andare in Eccellenza è un passo indietro. Però se sposi un progetto importante, puoi avere anche risultati in futuro. Ho 19 anni ed è normale che io abbia delle ambizioni, ma per il Casarano giocherei anche in Eccellenza".
Nella finestra invernale di mercato della scorsa stagione, sembrava che tu stessi per salutare Casarano. Salvo poi rimanere con un colpo di scena. Ci sveli il retroscena di quell'episodio?
"È molto semplice. In quel momento mi rivolsi alla società per avere delle cure in più, visto che ero infortunato. Il signor Provenzano mi disse che mi dovevo accontentare di quello che avevo altrimenti sarei potuto andare via. Credo che dopo tutto quello che ho dato a Casarano, non meritassi quel trattamento. In giro poi si diceva che io volessi andare via perché la società era in crisi, quando poi sono stato uno dei primi ad accettare il progetto salvezza pur avendo la possibilità di andare in serie maggiori o in squadre con altri obiettivi. Questa cosa mi ha fatto molto male. Ci tengo a precisare che tutte le cure mediche per il mio infortunio sono state a carico mio e della mia famiglia".
Sicuramente avrai seguito le vicende di questi mesi legate alla Virtus dei De Masi e percepito la grande preoccupazione dei tifosi. Che idea ti sei fatto a riguardo?
"Ho seguito tutta la storia come un vero tifoso, informandomi ogni giorno. Sinceramente i De Masi in questo caso si sono comportati molto male. Potevano mostrare le loro intenzioni molto prima, lasciando più tempo per trovare una soluzione migliore. Non me l'aspettavo da loro".
Hai qualche sassolino da toglierti dopo tre anni al Casarano?
"Da parte di qualche dirigente o calciatore, mi sarei aspettato qualche riconoscimento in più per quello che ho fatto. Ma alla fine sono tante le cose positive, ho conosciuto tifosi fantastici che mi hanno sempre aiutato a dimostrare il mio valore".
Proprio ai tifosi, invece, cosa senti di dire?
"Con loro c'è stima reciproca. Sono legato tantissimo alla città e alla maglia e di questo sono davvero orgoglioso. Comunque vadano le cose, li porterò sempre nel mio cuore".
