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[ESCLUSIVA SS] TARANTO – Dellisanti aspetta e spera: “Nessuno mi ha contattato, ma…”

Il primo amore non si scorda mai. Se poi gli innamorati in questione, nonostante i fisiologici raffreddamenti non hanno mai smesso di lanciarsi sguardi complici, ecco che basta una misera scintilla a far riesplodere la passione.
Aspetta Franco Dellisanti. Aspetta preso d'amore che il suo telefono squilli e che dall'altro capo risponda quella voce ammaliante, per la quale sarebbe disposto a mollare tutto, ancora una volta. Infondo anche lui lo sa, al cuore non si comanda.

TARANTO MON AMOUR – La schiettezza del tecnico di San Giorgio Jonico è quasi direttamente proporzionale alla voglia di rimettersi in discussione sulla panchina della propria squadra. Taranto regala emozioni uniche, e Dellisanti questo non può dimenticarlo. "Ad oggi nessuno mi ha ancora contattato – ammette ai taccuini di SalentoSport, candidamente, l'ex timoniere, fra le altre, di Cavese e Catanzaro -, certo i nuovi proprietari sono miei estimatori, oltre che grandi amici, ma da qui a dover guidare i rossoblu nella prossima stagione passa una bella differenza. Sono tifoso del Taranto e ritornerei volentieri ad allenare la squadra della mia città, ma al momento non c'è niente di concreto".

VOGLIA DI RISCATTO – L'impresa di riportare il Taranto fra i professionisti sembra ingolosire parecchio l'ex centrocampista jonico, che non perde però l'occasione per togliersi qualche sassolino dalla scarpa. "L'ultima esperienza da allenatore del Taranto, seppur conclusasi in maniera burrascosa non può che essere considerata una pagina positiva della mia carriera. Riuscire ad infilare sette risultati utili di fila non è da tutti. Taranto è una piazza speciale, evoca sensazioni particolari, qualora dovessi essere interpellato non esiterei ad accettare l'incarico".

AMBIZIONI E PROGRAMMI – Taranto è un cantiere aperto. Questo però non pare spaventare Dellisanti, che anzi plaude al nuovo modo di intendere calcio sposando in toto il progetto Papalia. "Inutile negare che il ritardo di programmazione rappresenti per il Taranto un handicap. Il tutto però si può superare con un'attenta gestione delle risorse economiche e con la costruzione di un progetto solido. Questo non significa dover vincere subito, la cosa fondamentale è cambiare radicalmente il modo di fare calcio a Taranto".