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LIVE! LECCE – Clamoroso, Cheva è il primo regalo dei Tesoro: “Con noi sino alla fine”

La nuova era del Lecce è iniziata. In diretta dal Patria Palace Hotel, il nuovo proprietario Savino Tesoro, in compagnia del figlio Antonio, è pronto a incontrare i giornalisti locali ed esporre programmi e progetti futuri di un Lecce pronto a risalire la china.

Savino Tesoro e Antonio Tesoro sono arrivati in sala stampa. Foto di rito per la nuova proprietà giallorossa.

Prende la parola Antonio Tesoro: “Buongiorno a tutti. Piacere di conoscerci, ringraziamo la numerosa rappresentanza, la stampa locale, nazionale e mondiale – ride-. Ringraziamo tutte le associazioni di tifosi, tutti i tifosi che ci seguono in streaming. Una famiglia di baresi compra il Lecce, sembra una barzelletta, ma è così. Spero che mio padre possa attenuare l’accento avrebbe l’effetto di Berlusca con la maglia dell'Inter".

Segue Savino Tesoro: “Siamo convinti della nostra nuova avventura. Il nostro impegno sarà indubbio. Avrei giurato di non fare Lega Pro, per tanti motivi. Ma poi visto che si trattava di Lecce ci avrei pensato. Mi scuso se la trattativa è stata lunga, era una cosa comunque seria, un’avventura seria. Lecce è una piazza, non importante ma di più. Abbiamo cercato di affrontare al meglio questa trattativa, nella programmazione. È stato difficile. L’avventura è cominciata, grazie alla nostra passione, grazie al tifo e ai tifosi. Siamo gente semplice, voglio essere il presidente del popolo giallorosso. Spero di essere il presidente di tutti. Vogliamo essere valutati con onestà intellettuale. Siamo carichi, vogliamo fare bene. Abbiamo un eredità pesante. Semeraro in 18 anni ha fatto cose incredibili. Per noi è difficile, ma cercheremo di fare il nostro meglio. Se per fare bene ci serviranno 100 milioni non ce la potrei fare, ma metteremo impegno, faremo il massimo possibile e i giusti investimenti. Abbiamo grandi aspirazioni. Vediamo cosa dirà il campo. Abbiamo fatto qualcosa a livello di gestione. Ci siamo organizzati all’interno della società".

La situazione è pesante per il calcio nostrano, è una strada dura. Perché siete entrati nel mondo del calcio?

S:Vogliamo misurarci con noi stessi. Con la Pro Patria non è andata bene. Siamo arrivati tre giorni prima che la squadra fallisse e doveva disputare i play-off. Il sindaco ci chiama, salviamo la società e facciamo i play-off. L’anno dopo malgrado i grandi investimenti, retrocediamo. Dopo tanti problemi, lascio la squadra il 4 ottobre con un comunicato e con un milione di euro per coprire le spese di settembre e ottobre. La società era senza debiti. Quando poi ho trovato una persona che garantisse una continuità, sono diventato amministratore delegato della società, ho iscritto la squadra che è rimasta tra i professionisti. Abbiamo la voglia di misurarci con noi stessi. È un impegno gravoso e pensiamo che i tempi siano cambiati. Faremo i giusti investimenti per raggiungere gli obiettivi”.

Avete un grande passione calcistica. Il rapporto con i tifosi va curato.

S: "Certamente. Sappiamo che i tifosi sono importanti. Per fare bene un progetto servono tante componenti, a partire da me, da mio figlio fino ad arrivare ai tifosi, agli sportivi, alla squadra allo staff. I tifosi sono fondamentali affinché tutto vada bene. Dobbiamo remare tutti nella stessa direzione".

Da quando è andato via un direttore – riferimento a Pantaleo Corvino -, il Lecce non sforna giovani. Quale misure adotterete per poter lanciare i giovani?

A: "Il direttore di cui parla è un grande professionista. Ma dietro di lui c’era una società avvezza a programmare. C’erano grandi investimenti nel settore giovanile. Quando si perde l’entusiasmo si tende a risparmiare. Il settore giovanile del Lecce sforna ancora talenti, come Malcore, Rosafio e altri. Il settore giovanile è un serbatoio da cui attingere, per spirito d’appartenenza. Un ragazzo della Primavera ci mette più cuore rispetto al professionista. Vogliamo investire, ma col basso profilo. Riteniamo che illudere la gente è un grande sbaglio. Quello del settore giovanile è un investimento primario, vogliamo avere tanti giocatori in prima squadra, nel giro di pochi anni. Nel Nord i ragazzi vanno nelle tre big. Non possiamo monitorare e lanciarli. Ho scelto un uomo che ha lavorato al Torino, scoprendo grossi prospetti in Primavera. Si tratta di Matteo Laviola. Stringeremo rapporti con le scuole calcio del posto. Andremo anche a Viareggio quest’anno".

Cosa farete per costruire il Lecce dei sogni?

A: “Il passato ci deve appartenere relativamente. Non abbiamo ancora una conoscenza approfondita dello staff. Vorremmo fare una sorta di fusione tra gente del passato che ha fatto bene e nostri uomini di fiducia. Non cacciamo a prescindere, vedi con Lorieri e Palaia, ma in alcuni ruoli chiave cercheremo gente che mi dia fiducia”.

Come si strutturerà la società?

S: Definiremo il tutto, ci sono delle situazioni da valutare. Aspettiamo la giustizia sportiva, abbiamo fissato a settembre il termine utile. Spero che tra qualche settimana si chiuda tutto"

A: "Concludo il discorso tecnico: investiremo sullo scouting. Chi vede calcio, vede il giocatore bravo, noi dobbiamo vederlo prima degli altri. La categoria che affronteremo è direttamente proporzionale all'investimento. Ci saranno 5 o 6 dirigenti che visioneranno la Lega Pro, i campionati svizzeri, cechi, croati, sloveni sudamericani e africani. Vogliamo lavorare sul modello Udinese, con osservatori di base, tre capi scouting divisi per zone. Quando avranno raccolto i dati le decisioni passeranno da me. I giocatori rimasti in rosa sono di buon livello per la B. I vari Benassi, Esposito, Giacomazzi, hanno sangue e voglia. Poi ci sono Mazzotta, Delvecchio, Falco, Falcone e Chiricò che sono pronti e vogliamo goderceli. Hanno grande valore e sono un valore per noi. Abbiamo grandi giocatori come Jeda e Corvia. Ofere, Piatti e Grossmuller, invece, poiché si sono ambientati poco, andranno via".

Saremo migliori del Bari?

S: "Non guardiamo però sempre a Bari. Noi siamo di Spinazzola e con Bari non abbiamo nulla a che fare. Ho frequentato Lecce per quel che riguarda l'impresa e le vacanze. Sono sempre stato a Lecce, con Bari non ho nessun rapporto e non l'ho mai presa in considerazione come ipotesi. O Lecce o nulla. Il Modena era solo una mossa per mettere pepe alla controparte".

E per il derby?

S: "Il mio derby è Lecce-Napoli. Non sento il derby col Bari, la prova è che prima che diventassi proprietario del Lecce nella gara Lecce e Napoli ho tifato Lecce".

Nel passato leccese c'è stato un rapporto di amore e odio tra tifoseria e dirigenza. Pensate a qualche figura che possa rappresentare l'unione con i tifosi?

A: "Sarà annunciato col resto dell'organigramma. I tifosi sono importanti, sono il motore del calcio. Chiediamo rispetto e daremo rispetto. Ci rendiamo conto che l'US Lecce è un patrimonio della città e i tifosi. Vorremmo essere i migliori gestori di questo bene".

Qual è il futuro di Osti e di Di Michele?

S: "Per Di Michele vediamo di trovare l'accordo, la volontà di entrambe le parti è quella di continuare. Forse arriverà qualche altra sorpresa, abbiamo degli obiettivi da perseguire. Per quanto riguarda Osti non abbiamo ancora deciso, se sarà Lega Pro non ci avvarremmo del ds, se sarà Serie B dovremmo valutare. In ogni caso Osti è un grande professionista".

E Chevanton?

A: "Mi ha mandato un sms scritto Forza Lecce e poi nulla"

Perché avete scelto Lerda?

S: "Perché riteniamo sia un allenatore capace. Lo conoscevano. abbiamo grande stima di lui perché fa un gioco propositivo che noi condividiamo. Un tecnico super carico che ha fatto sempre bene, anche a Torino. Lerda Ha spostato in pieno il progetto senza riserve, come noi. Ha grande fame".

Crede in un ripescaggio in A?

S: "Aspetto la sentenza e basta. Voglio la Champions – ride -. Speriamo nella B con la penalizzazione".

Cosa avete in mente per la campagna abbonamenti?

A: "Il Lecce merita la A e il pubblico ama la squadra. Si vede che manca solo la scintilla per l'incendio. La gente ha bisogno di sogni, saremo sensibili e faremo una politica di prezzi per tutti. Superermo lo scoglio tessera tifoso seguendo l'iter della Roma".

Capitolo sponsor…

"Veneto Banca, Bet Italy e Asics. Non vogliamo essere costretti a mettere il nostro nome sulla maglia".

Avete paura della Lega Pro?

S: "Non abbiamo paura. C'”egrave; la possibilità".

Sorpresona. C’è Ernesto Chevanton che si fa fotografare con i Tesoro e saluta i giornalisti. Antonio lo annuncia. E’ lui il primo colpo di mercato del Lecce.

S: “Ci siamo guardati negli occhi e abbiamo visto che voleva il Lecce. Non ci sono stati problemi economici. Lo abbiamo preso nonostante avessimo tanti attaccanti. Cheva sarà con noi ovunque”.

A: “Ha grande carica. Tornerà a fare benissimo e farà la differenza. Ha tutti i valori del salentino

Un Chevanton commosso prende la parola: “Mi avete fatto piangere. Colpa vostra. Ringrazio i Tesoro, mi hanno dato allegria e mi hanno riportato a casa. Siamo usciti da questo brutto momento, io a casa voi qua. Quando me ne sono andato in Argentina (si commuove) mi era passata la voglia di giocare. Sono convinto che noi voi, loro (i Tesoro), e i compagni porteremo il Lecce in Serie A. Sto bene e in un mese (due, interviene Savino). Spero di essere pronto a settembre. Già cammino bene e partirò in ritiro. Faremo una bella preparazione e riporteremo il Lecce in A. Ringrazio i Tesoro che non hanno fatto altro che chiedermi di venire. Li ringrazio, si sono ricordati di me subito. Dobbiamo sostenerli perché ora è dura per loro. Se Dio vuole faremo belle cose”.

A: “Cheva ha un contratto indeterminato. Sarà con noi sino a quando noi saremo a Lecce. È un nostro uomo”.

Con questo incredibile colpo di scena si chiude la conferenza stampa. I Tesoro si sono presentati con parole nette e precise, idee chiare e scelte popolari che portano grandissimo entusiasmo.

Alberto Casavecchia – Lucio Protopapa