UGGIANO – Esplode la rabbia, Merico: “Terna in malafede, se non ci vogliono ci togliamo di mezzo”
Nel day after del pareggio tra Uggiano e Salento Football, viene fuori la rabbia dei padroni di casa. Dura la contestazione da parte della società presieduta da Andrea Merico nei confronti della terna arbitrale, in particolare del primo assistente, il signor Antonio Conte della sezione di Taranto. “Una partita scandalosa condotta da una terna imbarazzante – è il giudizio senza fronzoli del numero uno gialloblù –. In tanti anni di calcio non ho mai assistito a nulla di simile. Il primo assistente, soprattutto, è stato protagonista negativo di tutti gli episodi della gara, dal gol annullatoci per un fuorigioco inesistente a quello convalidato ai nostri avversari per un offside nettissimo, dal maxi recupero concesso ad arte per far pareggiare i nostri rivali all’espulsione di Garrapa. Una condotta inaccettabile: tutti questi orrori arbitrali hanno esagitato gli animi e ci siamo dovuti impegnare non poco per evitare che scoppiassero problemi di ordine pubblico”.
“Uggiano è conosciuta da tutti per il rispetto che ha sempre dato – sottolinea ancora Merico –, per il fair play e per la grande disponibilità, ma se questo è il prezzo da pagare non ci stiamo più ed evidentemente occorrerà cambiare registro. Siamo un piccolo centro di circa quattromila abitanti, ma i nostri sacrifici valgono tanto quanto quelli di comuni più popolosi del nostro. In dirigenza ci sono persone che hanno masticato calcio per anni, sia come giocatori che come arbitri, ma nessuno mai aveva assistito prima di ieri a qualcosa di così allucinante. Ieri, al Matrico, c’è stata malafede”.
Rammarico, dunque, e tanta rabbia, che potrebbero portare a decisioni anche drastiche. “Intanto, domenica la squadra andrà a giocare a Manduria in autogestione, con il solo staff tecnico al seguito – puntualizza Merico –. Noi come società non ci saremo più; in settimana, inoltre, valuteremo se consegnare o meno il titolo sportivo al sindaco di Uggiano. Quanto visto ieri non appartiene al calcio come lo intendiamo noi, perciò se non ci vogliono ci toglieremo di mezzo”.
