EUROPEI – Cari tedeschi, avete ancora tanto da imparare…
"E' tutto vero!", così titolava sei anni fa più o meno di questi tempi La Gazzetta dello Sport. Eravamo Campioni del Mondo, con merito e con fortuna, e la rosea scelse quel titolo per ribadire che non si trattava di un sogno. Oggi quel titolo riprende valore, siamo in finale all'Europeo, domani affronteremo la Spagna e lo faremo con una squadra che partita dopo partita acquista sicurezza e consapevolezza nei propri mezzi.
L'Italia gioca, signori. Non è più catenaccio e contropiede, non si soffre più l'avversario, anzi si va in campo per imporre il gioco, per tenere palla, per fraseggiare bene e con intelligenza, cercando poi la giocata vincente. Giovedì è toccato alla Germania subire l'impeto azzurro, proprio i tedeschi che tanto sfottevano, sicuri di riuscire finalmente a batterci. Cari crucchi, tornate a casa voi, con le ossa rotte. Siamo sicuri che appena sentirete la parola Italia o Azzurri vi verrà l'orticaria! Siamo la vostra bestia nera, ci soffrite, avete timore ogni volta che scendete in campo contro di noi, ammettetelo, dai. E anche il nome Mario da un paio di giorni vi farà star male.
Balotelli prima ha giocato a nascondino con Badstuber e ha punito Neuer con un colpo di testa in controtempo, poi ha parcheggiato Lahm a venti metri e ha scaraventato in rete un tiro dalla potenza incredibile. Tant'è che Neuer, il miglior portiere del mondo, ha mosso la mano solo quando il pallone era già in fondo al sacco. Due a zero, si fa così. Speriamo che almeno questa lezione vi sia utile. Avete ancora tanto da imparare, non bastano i nomi altisonanti e le dichiarazioni spocchiose. Il calcio è un'altra roba, si gioca di squadra, si cercano le affinità nel gruppo, ci si diverte innanzitutto. E poi, ma davvero volete farci credere che Ozil sia migliore del professor Pirlo? O Khedira di De Rossi? Lasciamo perdere, meglio non rispondere alle vostre provocazioni, lo abbiamo fatto già sul campo. Accontentatevi della supremazia finanziaria, quella sì che ve la invidiamo tanto. Ma è meglio se di calcio lasciate parlare noi. Se vi battiamo sempre, ci sarà un motivo.
