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TRICASE – Mitri: “Dieci minuti di assurdità calcistiche. Non basta il talento, serve la testa”

A un quarto d’ora dal termine il Tricase vinceva 0-2 a Manduria, poi il tilt rossoblù che ha favorito il ribaltone dei padroni di casa. “Con il talento si possono vincere le partite – afferma il tecnico Orazio Mitri – e noi stavamo vincendo alla grande una partita che stavamo dominando. Ma è con l’intelligenza che si può ambire a vincere il campionato e noi abbiamo gettato alle ortiche una vittoria che avevamo in pugno. Segno che non abbiamo giocato con intelligenza. Stavamo vincendo per 2-0 in casa del Manduria, avevamo annichilito i padroni di casa con doppietta di capitan Maurizio Ruberto. Partita perfetta, dominata dal Tricase. Poi è dovuto accadere che qualcuno ha pensato di avere partita, risultato e classifica aggiornata in alto già in saccoccia. E nel calcio, invece, tutto è possibile. Ma mai avrei pensato che per noi fosse possibile inanellare una sequenza di vere e proprie assurdità calcistiche in otto-dieci minuti. Ecco, quello che più mi fa imbufalire è aver dovuto soccombere non alla forza oggettiva di un avversario, ma alla nostra testa che è stata come anestetizzata e abbiamo concesso di tutto e di più, rigori, che ci stavano, e rete assurda”.

“Abbiamo avuto la possibilità – aggiunge Mitri – del poker di vittorie consecutive. Abbiamo avuto su un piatto di rara bellezza la possibilità di portarci a cinque punti dalle immediate inseguitrici. E non perché ci veniva regalato, ma perché stavamo esprimendo un gioco di grandissimo livello. E poi destrutturiamo tutto con le nostre stesse mani. Abbiamo fatto tutto da soli: siamo andati in vantaggio, abbiamo raddoppiato e ci siamo segnati le reti della vittoria del Manduria. La testa: il calcio prima che abilità tecnica è la testa nel pallone che giochi e, quando serve, butti via il pallone, e non invece ti complichi la vita. E noi ce la siamo complicata, rimettendoci partita, vittoria, punti e classifica”.