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TARANTO – Papagni sospira: “Punto importante”. Stendardo: “Non molliamo mai”

A fine gara Aldo Papagni, tecnico del Taranto, tira un sospiro di sollievo. L’impegno riservato dal calendario, contro il Matera, non era dei più facili ma i suoi ragazzi hanno dato tutto, fino al novantesimo, uscendo stremati dal campo, tra gli applausi degli oltre novemila tifosi. Papagni non si nasconde e accoglie il pareggio definendolo un punto d’oro: “Sicuramente è un punto importante perchè sulla carta eravamo sfavoriti contro una sicura pretendente alla vittoria del campionato. Il pareggio finale premia i ragazzi che hanno dato tutto. Oggi avrei avuto bisogno di fare più cambi di quelli consentiti perchè in tanti erano allo stremo. Gli ultimi venticinque minuti, soprattutto, abbiamo sofferto tantissimo“. Eppure la gara si era messa bene per il Taranto, passato in vantaggio con Stendardo: “Nei primi venti minuti ho visto il Taranto che volevo e che ha messo in pratica quanto avevamo preparato in settimana. Il Matera è uscito fuori con il suo maggior tasso tecnico ma vorrei sottolineare un aspetto“. Papagni riconosce i meriti dell’avversario ma puntualizza: “Non meritavano la sconfitta, onestamente. Devo anche specificare che il gol del pareggio l’hanno realizzato su rigore. Con questo voglio evidenziare la forza della nostra difesa che ha limitato un reparto offensivo forte come quello dei lucani. Tifosi? Sono contento per il loro sostegno durante tutta la gara. Saranno la nostra marcia in più“.

Mariano Stendardo bagna l’esordio con un gol in quello stadio che l’ha visto esordire nel calcio dei professionisti nel campionato 2003-2004. Partita di cuore, di grinta e anche di sofferenza “Abbiamo giocato un’ottima partita. Abbiamo dimostrato che non molliamo mai. Rigori? Quello dato al Matera e quello non dato a noi sono episodi simili. Il loro c’era ed è stato concesso, il nostro non l’ho visto bene e non saprei dire se sia stato giudicato giustamente. Punizione? Le ho sempre calciate. Il gol lo dedico alla mia famiglia perchè capisce i miei sacrifici. Ritorno a Taranto? Diecimila spettatori non si vedono neanche in Serie B. Sono contento di essere tornato dove ho mosso i primi passi nel calcio che conta“.