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CALCIO – Abete e Rivera contro Monti: “Frasi fuori luogo, rispetto per migliaia di professionisti onesti”

"Sono perfettamente d'accordo con Monti: nessuno sconto per chi ha barato, ma fermare i campionati significherebbe mortificare tutto il calcio, penalizzare chi opera onestamente, la gran parte del nostro sistema, e perdere migliaia di posti di lavoro. E non è questa la soluzione". E' il commento di Giancarlo Abete dopo la provocazione di Mario Monti, che aveva auspicato una sospensione del calcio per qualche anno.

"Quella del calcioscommesse – prosegue Abete – è una pagina bruttissima del nostro calcio. Ci sono negatività cui vanno trovati correttivi. E ci sono molte positività. Il calcio italiano è fatto di un milione e 400 mila tesserati, di oltre 700 mila partite l'anno, di migliaia di professionisti onesti: per rispetto a loro, va evitato il rischio di generalizzare".

Questo invece il pensiero di Gianni Rivera: "Provo dispiacere per le parole del presidente del Consiglio. Di lui avevo fiducia, ma in questo caso ha detto frasi fuori luogo e fuori tempo. Non sono un difensore di questo calcio, ma non bisogna esagerare e queste uscite non le capisco. Visto che sono state dette proprio da uno come Monti c'è da preoccuparsi seriamente per il futuro di questo Paese".