SOTTO I RIFLETTORI – “Il compleanno più bello della mia vita…”
Ancora un pertugio piccolissimo separa il Lecce dalla serie B. Un piccolo spiraglio che potrebbe essere chiuso già oggi dagli uomini di De Canio sul campo dell'Udinese. Cerci beffa Benassi, superlativo anche ieri, salvando i viola e mettendo sull'orlo del precipizio i giallorossi.
LA GARA – La Fiorentina nonostante sia spuntata, in attacco schiera i nomi dell'ex Olivera e di Cerci, gioca di rimessa e crea tre occasioni in tre minuti, dal 32' al 35', l'ultima culminata con il goal del numero 7 viola. Il Lecce prova a divincolarsi dalla morsa, ma i toscani abbassano il baricentro e gli avanti giallorossi sono con le gomme sgonfie. Bojinov è l'ombra di se stesso, Di Michele gira a vuoto, mentre i subentranti Seferovic e Ofere ci mettono centimetri, ma scarso peso specifico. Cosmi ha la schiuma alla bocca, vede Esposito centrare la traversa di testa, ad inizio ripresa, dopo che in occasione del goal vittoria fiorentino si era perso fatto prendere in velocità dall'avversario. Benassi ancora una volta si erge a muro del fortino salentino e nel finale, se non fosse per la gamba di Giacomazzi, sfiora il pari su avanzata disperata. Dopo 6' di recupero la gara termina. Partono i fischi…
IL PUBBLICO LECCESE – Finiti i 90' sale in cattedra il popolo leccese. Cosmi si dirige sotto la curva, che dedica a lui e ai gladiatori in campo il giusto plauso. Spesso si parla di stile inglese, oggi si parla di stile leccese. I giocatori lanciano le maglie sugli spalti, mentre le telecamere inquadrano i lucciconi che riempiono gli occhi di tutto il "Via del Mare". L'abbraccio è di quelli forti, sentito e intenso, quelli che sono sinonimo d'amore incondizionato. Il silenzio della sconfitta è invaso dal battito di mano del pubblico. Il Lecce ha quasi tutte e due i piedi in B, ma l'atmosfera è ben altra.
SCENARI – Possibilità di salvezza sono risicatissime. Il Genoa deve perdere le prossime due gare, a Udine e in casa col Palermo, mentre il Lecce deve battere a domicilio un Chievo che naviga, da tempo, in acque tranquille. Il primo scenario, quello concreto, porta dritto nell'inferno della B, ma con la spada di Damocle dei deferimenti, illeciti sportivi, sulla testa. A partire da domani fino all'inizio dell'Europeo, il Salento non sarà solo torrido a livello di clima, ma anche d'atmosfere calcistiche. Ma per concludere una giornata fatta di orgoglio misto a tristezza, per il popolo giallorosso, devono essere citate le parole del trascinatore-tecnico Serse Cosmi: "Abbiamo disturbato il carrozzone, e l'amore loro, che ho ricambiato con tutto me stesso, è la cosa che conta di piú. Non è una frase fatta, io vivo, mi cibo di queste cose. Per questo è stato il compleanno piú bello della mia vita". Parole che come macigni risuoneranno indelebili nelle vie salentine.
