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LECCE – Sticchi Damiani sul futuro: “Meluso è il nuovo ds, lunedì il tecnico. Vogliamo vincere quanto prima”

Pronti a ripartire più forti di prima, per superare le complessità e salutare finalmente la Lega Pro. E’ questa la sostanza trapelata dalle parole di Saverio Sticchi Damiani, che poco fa ha tenuto una conferenza stampa in cui ha analizzato a tutto tondo ciò che gravita nell’ambiente giallorosso, tra il passato del torneo appena concluso ed il futuro dell’imminente stagione.

Sticchi Damiani ha innanzitutto parlato di quanto accaduto nel 2015/2016: “Ho voluto organizzare questo incontro per tracciare un mini-bilancio della stagione appena conclusa, e per fare il punto della situazione in chiave futura. Ovviamente io parlo a nome della società, ed in rappresentanza degli altri componenti. Ci tengo a ringraziare la stampa leccese per la vicinanza dimostra in questo anno, che per noi è stato positivo. La cosa più bella è stato il traguardo di aver riportato la gente allo stadio, perché abbiamo registrato numeri importanti ed inimmaginabili fino a poco fa. Ringrazio mister Braglia per aver preso una squadra in difficoltà ed averla portata nei quartieri altissimi, così come i ragazzi per l’impegno profuso. Ritorno sui tifosi perché sono stati encomiabili del supportare la squadra soprattutto dopo le sconfitte. Siamo arrivati in società per fare qualcosa importante per il territorio e certamente avremmo voluto la promozione, ma non avendo ricette magiche il risultato non era facile o scontato. Non dimentichiamo che abbiamo rilevato il club a tre giorni dal termine dell’iscrizione al torneo un anno fa, ed anche per questo credo che l’annata sia comunque stata positiva.

Il presidente onorario ha poi voluto comunicare alcuni numeri che possano far capire ancor meglio il buon operato societario: “Siamo entrati a giugno 2015 versando 600mila euro per estinguere un debito nei confronti della Banca Popolare di Bari accumulato dalla gestione-Tesoro. A 48 ore dal versamento abbiamo finalizzato l’iscrizione con una fideiussione di 500mila euro grazie ad Enrico Tundo. A quel punto la nostra avventura è entrata nel vivo, dando il via alla campagna abbonamenti a prezzi popolari i cui guadagni sono però andati tutti spesi negli incentivi all’esodo di calciatori andati via a dicembre 2014, quindi sempre relativi all’era-Tesoro. Ad agosto abbiamo accompagnato alla richiesta di ripescaggio anche un assegno di un milioni, per far capire ancor di più quanto ci tenevamo al salto di categoria. I costi sostenuti sono stati di 4 milioni circa più un milione e 6 tra spese di calciatori, staff e settore giovanile. I ricavi sono stati di circa tre milioni complessivi ed altrettante sono state dunque le perdite, tutte immediatamente ripianate dagli attuali soci”.

La prima stagione alla guida del club non è stata certo una passeggiata per la nuova società: “Vi sono delle problematiche legate, ad esempio, ai contratti dei nostri tesserati, per un monte ingaggi complessivo da Serie B. Il problema è che la metà dei 4 milioni totali è relativa a vecchi contratti, con elementi tipo Della Rocca e Vinetot che non hanno giocato con noi o altri non completamente parte del progetto tecnico. Ci sono inoltre poi arretrati da pagare con il fisco, compreso un ulteriore milione e mezzo che potrebbe essere comminato ai nostri danni per un contenzioso relativo al 2011. Questo per dire che l’attuale società si è fatta carico di una situazione importante ed a tratti pesante, e lo ha fatto per passione e con l’obiettivo di far proseguire la storia del calcio leccese. Per superare al meglio queste problematiche c’è necessità di strutturare ancor meglio la società, e soprattutto di vincere quanto prima il campionato. Andare in Serie B sarebbe importantissimo anche da un punto di vista economico. Per far capire ancor meglio la nostra voglia di tornare tra i cadetti, vi dico che abbiamo anche istituito un premio-promozione più consono al passagio in Serie A che non in B”.

Il punto successivo affrontato riguardava invece alcune novità nella struttura interno del club: “Da un punto di vista dell’organizzazione societaria, vogliamo dare continuità a quanto fatto quest’anno. Si va avanti con Enrico Tundo come socio di maggioranza, che passerà dall’81% al 51%, Corrado Liguori al 10% e Andrea Adamo al 9%. Il 30% che era di Tundo è stato rilevato dall’imprenditrice monzese Manuela Ferrari, per una trattativa in piedi da mesi e da me personalmente condotta. La dottoressa una volta formalizzato l’ingresso dal notaio verserà la somma di un milione e mezzo, proporzionale al valore delle sue quote. Circa un mese fa abbiamo sottoscritto un preliminare, e tra giugno e luglio vi sarà il la formalizzazione del tutto. Se la Ferrari non ha ancora perfezionato l’accordo è stato proprio per quelle criticità di cui ho precedentemente parlato, ed a cui tutti vogliamo porre rimedio per poterci concentrare con maggiore serenità sull’ambito sportivo. Parliamo comunque di variabili che influiscono sulla trattativa completamente controllabili nonché risolvibile, e che non creeranno ulteriori problemi per il futuro. La signora entrerà da subito del CdA e non sono escluse deleghe future, mentre Dario Bonetti, suo consulente, al momento non ha alcun ruolo nella nostra società. Un altro nuovo elemento all’interno del Consiglio d’Amministrazione sarà Alessandro Onorato, figlio del proprietario di Moby, nostro main sponsor che ha dimostrato da subito di credere nel progetto giallorosso. Altre novità riguardano lo spostamento della sede in via Costadura e il fatto che sia al vaglio la possibilità di acquisto del centro sportivo di Martignano.

Sticchi Damiani si è successivamente concentrato sull’aspetto tecnico del progetto: “Ora vogliamo vincere, e per farlo abbiamo bisogno di partire subito e non in ritardo come un anno fa. Bisogna alleggerire il peso di contratti in esubero, ringiovanire la rosa ed allestire una rosa di gente motivata, con voglia di vincere e non di venire a Lecce a vivacchiare. Per questo motivo, nel ringraziare lo straordinario lavoro di Stefano Trinchera, che ha fatto bene in uno stato di quasi emergenza, abbiamo deciso di puntare su un direttore sportivo di grande esperienza nella categoria. Si tratta di Mauro Meluso, il quale ha accettato con grande entusiasmo di venire a Lecce dopo aver fatto molto bene in Lega Pro. Nonostante l’ottimo lavoro svolto a Cosenza, ha deciso di interrompere il passato rapporto con il club calabrese per legarsi a noi per due anni. Noi infatti vogliamo programmare un lavoro pluriennale che possa dare basi tecniche solide, e Meluso si avvarrà anche per questo di collaboratori e scout che possano lavorare sul territorio nazionale. Il nuovo responsabile dell’area tecnica avrà carta bianca sulle sue scelte per costruire una rosa competitiva a partire della scelta dell’allenatore, che lui mi ha detto potrebbe essere a Lecce lunedì prossimo. Poi certo ci sarà sempre un confronto con il club, che comunque ha deciso di puntare forte sulle capacità del nuovo ds. Un eventuale conferma di Braglia? So che hanno lavorato insieme, ma Meluso si è preso la responsabilità della nuova scelta ed ha libertà in questo senso”.

In conclusione, un appello alle Istituzioni, all’imprenditoria del terriotrio ed ai tifosi: “Quest’anno, non so perché, il Lecce è stato solo. Non voglio pensare che non tengano ai colori giallorossi, ma il fatto che lo sforzo sia ricaduto solo su di noi è apparso inspiegabile. Non voglio veramente pensare che dietro a tali comportamenti ci sia il dubbio che dietro al nostro progetto ci siano velleità politiche, perché io sono pronto a mettere per iscritto che mai mi candiderò a sindaco del capoluogo salentino. Sarebbe poi bello che anche imprenditori locali capiscano quanto il Lecce abbia bisogno davvero di tutti. Infine, ai tifosi dico che presto partirà la campagna abbonamenti e che, anche quest’anno, il loro ruolo sarà fondamentale”.