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L’AVVERSARIO – Il miglior attacco di Lega Pro, ma al “Via del Mare” perde da vent’anni: il Foggia di De Zerbi

Match attesissimo più per la posta in palio che per il fatto di essere un derby regionale, Lecce-Foggia rappresenterà il primo atto delle semifinali playoff che andranno a sancire quale tra le due compagini, assieme al Benevento principali accreditate in estate per il salto in B, potranno proseguire il proprio cammino negli spareggi. Il match in cui si trovano di fronte le due tifoserie, numeri alla mano, più calde della categoria, è soprattutto la sfida tra i tecnici Braglia e De Zerbi, diversissimi negli approcci tattici ma simili nella voglia di vincere che li ha portati a battagliare per un primo posto svanito solo nelle ultime settimane di campionato. Ora però c’è un’opportunità grandissima chiamata playoff e, dopo aver battuto rispettivamente Bassano e Alessandria, le due compagini si trovano ora di fronte per una gara tra le più attese dagli appassionati delle due squadre e non.

La sfida tra giallorossi e rossoneri è giunta al suo cinquantacinquesimo atto, con il Lecce in netto vantaggio grazie a 28 vittorie contro le 17 avversarie (i pareggi sono 9). E’ però in Salento che il club dauno è stato quasi sempre schiacciato dalla compagine locale, visto che le vittorie salentine sono ben 21 e quelle ospiti solo 2 (tre i pareggi). In particolare, la vittoria del Foggia manca dal 1994, quando l’undici di Zeman espugnò il “Via del Mare” grazie ai gol di Bresciani e Roy che monetizzarono al meglio l’inferiorità giallorossa causata dal rosso a Ceramicola. A quella gara ne susseguirono quattro dal ’96-’97 in poi, con altrettante vittorie leccesi. Più recente quella risalente alla stagione attuale, quando Papini e compagni vendicarono il sonoro 4-0 dello “Zaccheria” (l’ultima di Asta in panchina) grazie ad un 3-1 che, viste le occasioni e visto che il gol della bandiera ospite arrivò solo a tempo scaduto, sarebbe potuto essere più ampio.

Grazie a quel successo, l’undici di Braglia operò il sorpasso su quello di De Zerbi, minando pesantemente le possibilità di vittoria del campionato della formazione della Capitanata. Il torneo del Foggia, partito tra i favori del pronostico, ha subito un andamento non molto dissimile da quello del Lecce. Dopo un avvio deludente, infatti, i rossoneri sono stati protagonisti di una rimonta super che, tra gli entusiasmi ritrovati di tifosi che non si trovavano tanto in alto dai tardi anni Novanta, sembrava destinata ad un primo posto agguantato alla giornata ventuno. Nonostante le dichiarazioni del tecnico rossonero (“La mia squadra è una Ferrari” o “Arriveremo sicuramente primi”), la vetta fu persa appena nel turno successivo, e mai più ritrovata.

Dopo le sconfitte con Fidelis Andria e Messina e le successive pesanti contestazioni, il cambio di guida tecnica sembrava imminente, ma a quel difficile finale d’inverno seguirono nove gare con otto vittorie ed un solo passo falso, in casa del Cosenza, che stava per costare la seconda piazza. Ora il Foggia sembra essersi ritrovato e ne ha dato dimostrazione nel quarto di finale playoff con l’Alessandria, in cui i rossoneri non hanno brillato eccessivamente ma hanno dimostrato la pazienza di aspettare il momento giusto per colpire l’avversario grazie ad un attacco super. Attacco che, numeri alla mano (64 reti spareggi inclusi) è il migliore della Lega Pro.

Pur potendo contare su una rosa di altissimo livello e di un parco attaccanti che in pochi si possono permettere nella categoria, De Zerbi in questo finale di stagione deve far fronte ad alcune assenze pesanti, soprattutto nel reparto arretrato. Con il Lecce, il tecnico bresciano dovrebbe riproporre il 4-2-3-1 visto contro l’Alessandria. Tra i pali confermato il pienamente recuperato Narciso, mentre in difesa gli unici ad agire nel ruolo naturale saranno il centrale Loiacono e l’ex Di Chiara, con i centrocampisti Gerbo e Coletti arretrati in sostituzione di Angelo e Gigliotti, out fino al termine della stagione. In mediana spazio ad Agnelli e Vacca, con il trio Sainz-Maza-Sarno-Riverola alle spalle di Iemmello.

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