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SOTTO I RIFLETTORI – Quando un punto vale platino…

"Si crede soltanto in quel che piace credere" commentava nel lontano 1838 Honoré de Balzac in "Massime e pensieri di Napoleone", e la compagnia di Cosmi sembra aver trovato qualcosa in cui credere e con piacere: la salvezza. Al 91' Valeri Bojinov, tornato al goal con la maglia del Lecce dopo sette anni, gela l'"Olimpico" e porta i giallorossi a quota 35 ad un passo dal Genoa e a tre da Cagliari e Fiorentina.

GUARDIA”INCASSARE – I salentini salgono sul palcoscenico biancoceleste consapevoli che contro la terza forza del campionato non sarà una passeggiata. I primi 10' sono di marca laziale e un laconico Cosmi a bordo campo commenta "Se non prendiamo il pallone non giochiamo a calcio". Poi il torpore iniziale svanisce e i giallorossi alzano il bacino. Cuadrado e Brivio si agganciano al blocco di centrocampo per stoppare le scorribande di Garrido e Scaloni. A sinistra Candreva fa il bello ed il cattivo tempo, rendendo difficile la vita a Oddo, mentre Hernanes è una fotocopia sbiadita del suo soprannome "il profeta". Nel finale di prima frazione Massimiliano Benassi timbra il suo miracolo domenicale sventando una facile occasione dai piedi di Candreva, che può solo mettersi le mani nei capelli.

""FIAMMATE ” CORAGGIO – L'inizio di secondo tempo mostra un giallorosso più vivido. Cuadrado centra la traversa, ma la Lazio non molla il colpo e il neo entrato Alfaro si fa murare da un perfetto Tomovic. Poi lo sfortunato uruguagio s'infortuna e il solo Rocchi resta in attacco a portare la croce. Gli uomini di Reja premono, ma i salentini si coprono chiudendo le fasce. Ma Matuzalem, migliore in campo, decide di mettere pepe sulla coda del finale di partita e al 83' manda in porta un traversone di Scaloni. Lo "sliding door" della gara arriva tre minuti dopo quando entra Bojinov. Il bulgaro si mette il mantello da giustiziere e al 91' risolve una mischia infinita in area biancoleste. Uno a uno e Cosmi a braccia aperte in stile aereoplanino di montelliana memoria, lascia andare tutta la tensione accumulata in un match vissuto sul filo dei nervi.

""PERMANENZA ” GENOA – I salentini come la lupa, simbolo della città del tacco d'Italia, sente il sangue del grifone e a grandi falcate lo sta raggiungendo. Nelle ultime dodici gare i giallorossi hanno perso solo a "San Siro" col Milan, mentre i rossoblu non hanno mai assaporato la gioia dei tre punti nello stesso lasso di tempo. Il Cosmi pensiero ha risvegliato un'armata assopita da 8 punti in 15 gare sotto la gestione Di Francesco. Nelle ultime cinque sfide di campionato il Lecce ha la possibilità di raggiungere la piazzola della salvezza. Nel frattempo, in Liguria capitan Rossi porta le maglie degli undici in campo, contro il Siena, agli utlrà che per 45 minuti hanno interrotto la sfida al "Marassi" contestando pesantemente la squadra del presidente Preziosi. Lo spartiacque lo abbiamo davanti agli occhi, il Lecce ha ancora fiato per spegnere il fuoco delle velleità altrui.