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L’AVVERSARIO – Roma, Osvaldo: l’ago della bilancia tra doppiette e mitraglie

"Per diventare grande devo imparare a fare anche due gol o tre in una partita, se mi capita l’occasione". Chiaro, schietto e un po' presuntuoso: questo è il numero 9 della Roma, all'anagrafe Pablo Daniel Osvaldo.

La punta italo-argentina con un passato tra Lecce e Firenze potrà essere l'ago della bilancia nella lotta per la retrocessione tra le due Firenze d'Italia. Osvaldo ai tempi del giallorosso salentino aveva ammaliato il boemo quando indossava la casacca dell'Atalanta primavera in un derby contro i coentani bresciani. Zeman fece di lui terminale offensivo per le prime 18 giornate del campionato 2006-07, fino al suo esonero. L'anno dopo, per 1.6mln, i viola miserò le mani su di lui. All'esordio in Serie A con la Fiorentina stroncò il Livorno, proprio con una doppietta, la sua unica in Italia.

""Una stagione 2007-08 di livello con la Champions consegnata all'allora allenatore viola Cesare Prandelli con una rovesciata all'ultima di campionato contro il Torino. Poi l'anno orribile 2008-09, giocò la sua ultima a Firenze proprio contro il Lecce e si fece espellere, per poi passare al Bologna nel mercato invernale. Una stagione e mezza anonima anche al Dall'Ara e la fuga in Spagna nella seconda squadra di Barcellona, l'Espanyol. L'esplosione, con 20 goal in 44 gare, columinata con il ritorno in Italia diretto nella capitale. Il prezzo dell'acquisto fece storcere il naso, 15mln, ma ad oggi la punta di Buenos Aires sta azzittendo tutti i critici avendo anche raggiunto, anche, Cesare Prandelli in nazionale.

All'andata contro i salentini segnò con una fantastica rovesciata, ma la mitraglietta, di batistutiana memoria, s'inceppò al fischio dell'arbitro Brighi. Ora torna in Salento con il sostegno dei suoi ex supporter, quelli toscani, che vorebbero da lui una mano per tenere a distanza di sicurezza la Fiorentina dal Lecce.