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EVENTI – Gianni Rivera si racconta al “Da Vinci” di Maglie: “Il nostro calcio deve ripartire dai giovani”

“Gianni Rivera Ieri e Oggi”. È questo il titolo dell’unica autobiografia autorizzata del primo Pallone d’Oro nato in Italia, che nella mattinata di ieri ha presentato l’opera edita da Marconi Productions (etichetta indipendente di proprietà della moglie dell’abatino rossonero) presso il Liceo Scientifico “Leonardo Da Vinci” di Maglie. Introdotto dal dirigente scolastico Annarita Corrado, Rivera si è raccontato ed ha anticipato alcuni dei contenuti del libro agli studenti, rispondendo alle loro curiosità e rendendoli partecipi di numerosi aneddoti che hanno caratterizzato la sua carriera tra Alessandria, Milan e Nazionale italiana. Senza mancare, da buona guida del Settore Tecnico della Figc, di dare consigli circa quelle che dovrebbero essere le basi su cui rifondare un calcio italiano sempre meno nell’élite mondiale.

Così la preside dell’istituto secondario superiore, Annarita Corrado, ha spiegato ai nostri microfoni le motivazioni che l’hanno portata ad organizzare l’evento, che ha riscontrato una grande successo non solo tra gli studenti: “La presenza di un campione come Gianni Rivera rientra in un progetto che la nostra scuola sta portando avanti da ormai due anni, ovvero “I valori dello sport, le parole dello sport”. Attraverso l’attività sportiva e l’esperienza di personaggi del calibro di Rivera, i ragazzi possono apprendere meglio quelli che sono i principi, i valori etici, i sacrifici fatti con tenacia e caparbietà che ci sono alla base dei grandi risultati sportivi. Gli studenti si trovano così di fronte dei modelli di spessore, la cui esperienza può essere presa come esempio non solo per chi sceglie di intraprendere una carriera sportiva agonistica, ma che può trasferirsi anche in altri ambiti e settori, aiutando i ragazzi nel loro percorso di crescita.

Successivamente ha parlato in esclusiva per noi Gianni Rivera, che ha detto la sua circa la situazione attuale che sta vivendo il calcio del Belpaese: “Moltissimo è cambiato da quando ho smesso di giocare a calcio, non solo da un punto di vista tecnico. Sicuramente, essendo passati tanti anni, c’è stata un’evoluzione di questo sport, ma se alcuni aspetti sono andati migliorando, troppi sono peggiorati, soprattutto per quanto riguarda i valori ed i fattori che influenzano il sistema-calcio. Molto è dipeso dalla posizione di sempre maggior risalto che hanno acquistato pubblicità e televisioni, che ormai decidono molto nella vita delle varie società. Il calcio italiano, in particolare, non sta attraversando uno dei suoi migliori periodi, e credo che per uscire da questa situazione sia necessario tornare a puntare con maggiore decisione e convinzione sui giovani, come avveniva in maniera continua nell’epoca che ho vissuto e che racconto nel mio libro. Attualmente la situazione non è delle migliori e lo si vede in Nazionale, dove Conte non può godere di una scelta adeguata. Anche il Milan sta attraversando un momento difficile, ma ultimamente ho sentito che il presidente Berlusconi vuole puntare sul settore giovanile, sui giocatori italiani e cresciuti nel vivaio. È un buon progetto, ma è chiaro che per tornare ad ottenere i risultati del passato è necessario avere pazienza. Il Lecce? Nella mia carriera non ho avuto la possibilità di incontrare i giallorossi, esclusa qualche amichevole, perché ai tempi non erano ancora arrivati in Serie A. Seguo comunque i risultati della squadra e conosco bene questa terra, i cui tanti aspetti positivi ho avuto modo di ammirare nei viaggi fatti in Salento sia da calciatore che dopo”.