SF LEVERANO vs MANDURIA – La Salento Football non fa sconti, messapici travolti da Quarta e Camposeo
La Salento Football si aggiudica lo scontro diretto col Manduria e, complice il pareggio del Tricase, si isola al terzo posto. Al comunale di Leverano finisce 3-0: decidono una doppietta di Quarta e la rete di Camposeo. Per i leccesi si tratta del nono risultato utile consecutivo, settimo successo. La sconfitta fa scivolare i biancoverdi al sesto posto, fuori dalla zona play off. E domenica al “Dimitri” arriva la capolista Avetrana. Vittoria meritata ma forse un po’ larga quella dei leccesi: la squadra di mister Colagiorgio ha capitalizzato al massimo quasi tutte le occasioni avute, mentre il Manduria ha sprecato parecchio. I messapici hanno pagato un approccio alla gara piuttosto molle, e per la verità, hanno giocato solo a sprazzi, lasciando a casa intensità, carattere e concentrazione, tutte qualità che rappresentano il marchio di fabbrica di questa squadra. I padroni di casa sono stati cinici, spietati, hanno dimostrato di crederci di più.
La Salento ha subito preso in mano il centrocampo, dove Frascaro ha giganteggiato, un motorino inesauribile. E poi, quando hai un attaccante come Quarta, sei sicuro che prima o poi la palla la metti dentro. Il migliore in campo, non solo per i due gol, ma anche per l’inesauribile lavoro svolto su tutto il fronte dell’attacco. Per lui sono diciotto i centri in campionato; 4-1-3-2 per i leccesi: De Iaco in porta, Inguscio, Perrone, Camposeo e Puce in difesa, Ganci vertice basso a ridosso della difesa, davanti alla linea formata da Frascaro, Marzo e Spedicati, De Benedictis e Quarta in attacco. Solito 4-4-2 per mister Cosma: D’Adamo a difesa dei pali, Massari, Calò, De Valerio e Olivieri in difesa, De Nitto, Arcadio, Erario e Greco in difesa, Scarciglia e Gennari tandem offensivo.
La prima occasione della gara coincide col vantaggio dei padroni di casa: è il 18’, traversone in area che parte dalla sinistra, D’Adamo incredibilmente non trattiene e per Quarta è un gioco da ragazzi buttarla dentro. Il Manduria si rende pericoloso esclusivamente su calcio piazzato. Al 22’ corner di Gennari, De Nitto fallisce di testa. Tre minuti dopo, punizione chirurgica di Gennari, De Iaco si rifugia in angolo. Sull’azione che ne consegue, Scarciglia manda a lato di testa. Al 31’, ancora sugli sviluppi di un calcio dalla bandierina, ci prova Arcadio, ma la conclusione è debole e centrale e De Iaco blocca senza problemi. Al 39’ di nuovo Scarciglia di testa sul corner dello specialista Gennari, palla sul fondo. La Salento si fa rivedere in area avversaria al 42’: torre di Quarta e tiro di prima intenzione di De Benedictis, che D’Adamo blocca a terra. Nel minuto di recupero concesso, i leccesi raddoppiano: Quarta in versione assistman mette Frascaro da solo di fronte al portiere, D’Adamo compie il primo miracolo, ma nulla può sul colpo di testa di Quarta. 2-0 e tutti negli spogliatoi per l’intervallo.
I primi quindici minuti della ripresa sono totalmente di marca biancoverde: gli ospiti spingono sull’acceleratore per tentare di raddrizzare le sorti dell’incontro. Al 5’ punizione di Gennari, piattone al volo di Erario, pallone di poco alto sulla traversa. Tre minuti dopo, el diez manduriano semina avversari in area con una serpentina e serve a Scarciglia una palla che chiede solo di essere spinta in rete, ma il capitano spara sull’estremo difensore avversario. La palla varca secondo i calciatori del Manduria la linea di porta, ma il guardalinee non è dello stesso parere e fa continuare tra le veementi proteste ospiti. Al 14’ l’ultimo tentativo degli uomini di mister Cosma: De Valerio crossa a uscire dalla linea di fondo per Arcadio appostato al limite dell’area, tiro sul primo palo, De Iaco si rifugia in angolo. Al 24’ la Salento cala il tris: angolo di Frascaro, Camposeo, di testa, manda alle spalle di D’Adamo complice una deviazione di Greco. I padroni di casa potrebbero dilagare al 24’ e al 30’, ma prima Vetrugno, con un diagonale a fil di palo e poi Quarta, con un tocco leggermente in ritardo sotto porta, non riescono a concretizzare.
