LECCE – Benassi torna a sorridere: “Sono sereno e ora voglio battere il Cesena”
La fine di un incubo. Un brutto, fastidioso e maledetto incubo. Ma finalmente Massimiliano Benassi può tornare a sorridere, tirare un sospiro di sollievo e concentrarsi esclusivamente su ciò che ama di più, il calcio giocato: "Finalmente ieri mi sono tolto un grosso peso -esordisce il 30enne estremo difensore giallorosso di Trivigliano interrogato dalla Procura Federale sul suo presunto coinvolgimento sulla combine di Lecce-Lazio dello scorso 22 maggio- che mi portavo dallo scorso 30 dicembre. Era un'audizione che aspettavo da tempo per chiarire il tutto, ora sono sereno e soddisfatto per quello che ho detto ieri e non vedo l'ora di scendere in campo per fare la cosa che più mi piace, giocare a calcio visto che ho ancora l'entusiamo di un bambino nel fare il mio lavoro".
PERIODO DA DIMENTICARE – "Quello che ho detto ieri ai collaboratori del Procuratore Palazzi, perché lui non era presente, in un'audizione durata non più di mezz'ora, ha dato sicuramente una mano nelle indagini sulla vicenda e per questo sono uscito da quella stanza molto più sereno di come ero entrato. Credo che chi mi ha interrogato abbia recepito da quello che ho detto la mia completa estraneità alla vicenda, ma non posso riferire il contenuto della mia audizione perché la deposizione resta segreta. Come ho detto spesso, avevo sempre sognato di finire sui giornali per una bella parata, ma non per una vicenda così negativa in cui non centravo nulla. Questi quatto mesi sono stati pesanti da sopportare e non auguro una cosa del genere nemmeno al mio peggiore nemico. Ma ora spero sia tutto finito, credo che non verrò più chiamato dalla Procura Federale e mi auguro che sia così".
VOGLIA DI TRANQUILLITA’ – "Domenica abbiamo una partita importantissima e state sicuri che io ci sarò in campo. È stato un periodo nero anche per gli infortuni perché io da quando ho iniziato a giocare a calcio non avevo mai saltato né una partita e né un allenamento. Ora ho ancora un po’ di fastidio al quadricipite sinistro della coscia sinistra dopo il problema di domenica, ma con il Cesena ci sarò perché non vedo l'ora di fare il mio lavoro, che amo tanto, e per il quale ho sempre lottato per arrivarci. Il mio esordio in serie A dello scorso maggio, non me lo doveva rovinare nessuno e quindi una cosa è certa: quando tutto sarà finito e arriverà il momento, chi ha tirato in ballo il mio nome pagherà perché chi mi conosce sa bene come intendo io il calcio e che non centro nulla con queste cose. Infatti, quando hanno saputo della vicenda in cui mi avevano coinvolto, mi chiamavano ridendo perché non ci credevano che era uscito il mio nome su una cosa così assurda e io rispondevo 'Che caz.. ridete". Scusate il termine, ma dico questo, per far capire che non è finita qui perché nessuno aveva il diritto di infangare così il mio nome e la mia persona".
ARRIVA IL CESENA – "Domenica giochiamo in casa e sarà una partita non facile per noi che dobbiamo vincere. Dobbiamo scendere in campo tranquilli e non pensare subito a vincerla perché il gol lo possiamo fare pure al novantesimo. Il Cesena sulla carta è un ottima squadra, ma poi è sempre il campo a parlare e le partite non si vincono sulla carta. Chi toglierei ai romagnoli? Sicuramente Mutu. Per una ventina di giorni scenderò ancora in campo con la maschera perché a livello psicologico mi aiuta molto. Senza quella protezione ho un po’ di apprensione in alcune uscite. Faccio i complimenti a Petrachi per la partita di domenica, sono contento per lui perché un bravissimo ragazzo. Teniamoci caro il punto di Novara e ora pensiamo solo a battere il Cesena".
