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LECCE – Il “Sindaco” Conticchio, cuore giallorosso: “In Salento anni d’oro. Questi tifosi meritano minimo la Serie B”

Quando a Lecce si pronuncia la parola “Sindaco”, il pensiero di chi la sente nominare, in modo particolare se questi è un appassionato che ha vissuto le sorti del club locale a cavallo tra i due millenni, va ancor prima che al primo cittadino del capoluogo salentino, ad un calciatore giallorosso rimasto nel cuore dei tifosi, ovvero Alessandro Conticchio. Il soprannome non gli venne certo affibbiato perché fu a capo del governo di un comune, né a Lecce né altrove, bensì per l’autorità e l’attaccamento alla maglia giallorossa che metteva ogni volta in campo, ma soprattutto per quel gol, rimasto nella storia, nel derby con il Bari del 1999. Di quell’episodio, ma anche del suo incarico attuale al Tuttocuoio così come del campionato dei ragazzi di Piero Braglia, ha parlato in esclusiva per noi di Salentosport.

A Lecce è ancora per tutti il “Sindaco”, ricordato come uno dei grandi protagonisti della promozione del 1999 e delle due salvezze successive. Cosa è stato invece per lei giocare per cinque anni in giallorosso?

“Per me quelli a Lecce sono semplicemente stati gli anni più belli, i migliori della mia carriera. Oltre ad essere stati anni d’oro dal punto di vista professionale, perché venivo dalla Serie C e perché, anche in futuro, non ho poi più raggiunto i livelli toccati in Salento, mi sono rimasti nel cuore per le tantissime belle emozioni provate con quella maglia addosso. Sono stati cinque anni caratterizzati da un crescendo di emozioni, partiti non benissimo con una retrocessione in B subito seguita da un’entusiasmante immediata risalita. Poi le due salvezze con Cavasin e, soprattutto, due gol che ricorderò per sempre: quello alla Juventus e quello al Bari. Il secondo, in particolare, ha segnato in positivo la mia carriera. Molti mi hanno detto, e mi dicono ancora, che solo io avrei potuto fare gol in quel derby, con quell’atmosfera, ed in quel modo”.

In quei fantastici anni ha conosciuto Cristiano Lucarelli, un amico che sarebbe poi diventato suo partner lavorativo. Come si trova con lui?

“Ho avuto la fortuna di condividere con Cristiano anni bellissimi con la maglia del Lecce, coincisi con grandi soddisfazioni sul campo. Dopo la sua partenza siamo rimasti in contatto (i due hanno giocato insieme anche al Torino nel 2002/2003) e, per il terzo anno consecutivo dopo le esperienze con Viareggio e Pistoiese, stiamo collaborando”.

Come prosegue la vostra stagione al Tuttocuoio, nel girone B di Lega Pro?

“Siamo partiti con l’obiettivo di conquistare la salvezza, e se il campionato finisse oggi avremmo raggiunto il nostro traguardo. Il girone d’andata era andato però oltre le aspettative, e forse si è sbagliato a guardare troppo in alto, anche verso i play-off, cosa che ci ha fatto un po’ distrarre. Ora gli ultimi risultati non sono stati dei migliori, ma ora che siamo in linea e siamo tornati, diciamo, alla normalità, dobbiamo continuare a lavorare per tenerci fuori dalla zona a rischio”.

Siete nella stessa categoria del Lecce, sebbene in un raggruppamento differente. Ha tempo di seguire i giallorossi?

“Non posso vedere tutte le partite per una questione di impegni concomitanti, ma è ovvio che sono rimasto legatissimo al Lecce e ne seguo sempre le sorti. Il C è un gran bel girone, con tante squadre forti ed in lotta per la promozione. Con il cambio in panchina e l’arrivo di Braglia la crescita è stata palese, ed ora la vetta è lì, ad un solo punto. Sono positivo, anche se il Benevento è molto forte ed anche il Foggia lotterà per il primo posto. Probabilmente si deciderà tutto allo sprint finale, e spero che questo sia l’anno buono per risalire”.

Ha un saluto per i tifosi?

“Voglio solo ringraziarli, e lo farò sempre, per il calore che mi hanno dato negli anni. E soprattutto augurare loro un pronto ritorno, come minimo, in Serie B”.

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