LO SCACCHIERE TATTICO – Novara: pochi gol, entusiamo alle stelle ed un Rigoni in formato nazionale
Ancora dieci tappe per capire chi si sarà meritato la permanenza nella massima serie. Il primo crocevia da non sbagliare per il Lecce sarà in Piemonte, a Novara, città che vive la sua favola senza pressioni perché chi non assapora da molto tempo (55 anni per la precisione) il gusto delle grandi platee può anche accontentarsi di un ruolo da comparsa piuttosto che da protagonista. Il ritorno di Attilio Tesser ha ridato nuovo slancio ad una squadra che viaggia sottomedia: la prassi vuole che la salvezza si costruisca con un punto circa a partita (di media si intende) ed anche qualora Mascara e company riuscissero ad ottenerla in questo rush finale sarebbe forse troppo tardi. Cerchiamo di capire chi sono i prossimi avversari della truppa Cosmi.
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GOL, LONTANO MIRAGGIO – Sono “solo” 24 (secondo peggior attacco dietro al Cesena) le reti all’attivo per il Novara in questo torneo, evidentemente uno dei limiti, forse il più grande, di una squadra che spesso ha raccolto meno di quanto seminato; la cartella clinica indica alla voce “coppia d’attacco” la patologia fin qui incurabile dei piemontesi, che hanno costruito le loro recenti fortune su un tandem, Bertani – Gonzales (rispettivamente alla Samp e al Siena), che ha sempre garantito non meno di 20 gol a campionato. Il goleador improprio è Rigoni, 7 timbri per lui, poi il vuoto che conduce ai 3 di Morimoto (secondo in questa graduatoria interna): numeri davvero troppo esigui per raggiungere qualcosa di importante.
COSA DICE IL RETTANGOLO VERDE – Tesser ha sempre impostato il suo Novara con il 4-3-1-2, non prescindendo mai da un possesso palla abbastanza veloce improntato ad innescare le due punte; il tecnico veneto si è ricreduto in questo suo percorso bis, mutuando dal “breve” predecessore Mondonico, una difesa a 5 decisamente meno presuntuosa e più pratica, come si addice ad una squadra che deve lottare ogni maledetta domenica. I piemontesi comunque non rinunciano mai alle due punte e tendono sempre ad accompagnare l’azione offensiva portando molti uomini oltre la linea del pallone; fondamentale dunque per il Lecce mantenere sempre compatti e corti i reparti, e ripartire con grande velocità e cambi di gioco che possono creare problemi ad una difesa sicuramente molto fisica ma che paga dazio in rapidità. In questo senso Cuadrado, Muriel, Di Michele e Brivio dovranno dettare legge.
DANGEROUS – Le situazioni più interessanti create dal Novara sono su palla inattiva, con ottimi colpitori come Paci, Jeda (sembre bravo ad uscire dai blocchi) e Caracciolo; occhio ai tiri dalla media-lunga distanza, non mancano le soluzioni tra i vari Gemiti, Porcari, Radovanovic, Rigoni e Mascara. Una giocata cercata spesso è la palla lunga per la sponda di Caracciolo sui centrocampisti che arrivano a rimorchio (entrambi i gol contro il Siena sono arrivati con questo schema).
MASTER AND COMMANDER – L’uomo chiave di questo Novara è senza dubbio Marco Rigoni; giocatore dalla tecnica sopraffina e dal fondamentale senso tattico, forse ha conosciuto tardi il grande palcoscenico, girovagando tra la serie cadetta e dintorni, venuto fuori da un vivaio importante come quello della Juventus. Tesser lo aveva già allenato alla Triestina, e ha imperniato su di lui il progetto che ha condotto la squadra ad una doppia promozione. Oltre al grande apporto in fase realizzativa, Rigoni è il regista avanzato del Novara, le azioni passano sempre dai suoi piedi; destro naturale, preferisce partire da sinistra potendo sfruttare le sue capacità balistiche. Per il Lecce, riuscire a limitarlo, vorrebbe dire soffocare una fonte di gioco importante per i propri avversari.
