FASANO – Capitan Ancona non si arrende: “Bilancio pessimo ma non c’è un’ammazzacampionato”
Dopo un inizio col botto, per cui sembrava seriamente candidarsi come una delle sicure pretendenti al titolo, il Fasano ha avuto un andamento piuttosto deficitario, arrivando ad accumulare un ritardo dalla vetta di ben dodici punti. Quasi una riproposizione del campionato scorso, quando, a questo punto della stagione, gli uomini di mister Laterza accusavano, più o meno, gli stessi punti di svantaggio. Poi la grande risalita, che fruttò, però, solo la finale playoff.
Sembra, ancora, cullare sogni di vittoria Massimo Ancona, che da buon capitano suona la carica per questa seconda parte di torneo. “Fino a che la matematica non ci condanna, siamo autorizzati a crederci. E poi noi siamo il Fasano: rappresentiamo una piazza storica e prestigiosa, per cui abbiamo il dovere morale di crederci. Le due battistrada hanno accumulato tanto vantaggio, è vero, ma non hanno delle strisce lunghe di vittorie consecutive, per cui dipende molto anche da noi. Questo significa che dobbiamo rimboccarci le maniche e infilare quanti più successi possibili per risalire la china. Rimane il fatto che lo svantaggio accumulato in campionato forse ci proietta più verso la coppa”.
Giovedì prossimo, infatti, il Fasano affronterà, nel return match della semifinale, l’Avetrana ed è chiamato a ribaltare l’1-0 subito al “Valentino Mazzola”. Ma, intanto, domenica, c’è da affrontare un avversario scomodo. “Il Lizzano è una squadra tosta, con giocatori di esperienza. Sono sicuro che verranno qui per fare punti. Per quanto ci riguarda, l’unico risultato possibile è la vittoria”. Nelle ultime sette giornate, i biancazzurri hanno vinto solo una volta, in casa con il Leporano. Un cammino deficitario, per il quale capitan Ancona sembra non avere una vera e propria spiegazione. “Il bilancio è pessimo. Le prime due stanno facendo la lotta tra di loro, ma secondo me non esiste la squadra ammazza campionato. Un po’ come è avvenuto l’anno scorso, quando, poi, Fragagnano e Salento Football sono crollate e le altre hanno avuto una straordinaria risalita. Tuttavia, in questa stagione, sembra mancarci quella marcia in più. Eppure l’impegno resta massimo, sia in partita che negli allenamenti. Forse ci sta mancando qualche uomo di esperienza in mezzo al campo, ma, in ogni caso, io stesso non ho una spiegazione per un andamento così negativo”.
Intanto, segnali positivi arrivano dalla questione legata alla crisi societaria. Dopo l’uscita di scena di Mariano Legrottaglie e Francesco Palmisano, le sorti del sodalizio biancazzurro sono passate nelle mani dell’associazione di promozione sociale “Il Fasano siamo noi” e dell’imprenditore montalbanese Franco D’Amico, vecchia conoscenza del calcio fasanese. Con lui al timone, il Fasano ottenne la promozione in serie D nella stagione 2006/2007. Un ritorno che riaccende le speranze e infonde rinnovata fiducia. “Martedì è venuto al campo e si è presentato alla squadra, promettendoci che ci avrebbe dato una mano. E conoscendo la caratura del personaggio non stento a crederci. Franco D’Amico è un uomo di parola, che quando prende un impegno lo onora fino in fondo, con risultati anche apprezzabili. Con il suo aiuto e quello dell’associazione dei tifosi, credo che sarà più facile tirarci fuori da questo periodo negativo. Sono aumentate fiducia e pressione”.
