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UGGIANO – Alessandrì: “Noi un’isola felice, ecco i segreti del nostro successo…”

Tecnica sopraffina, grande visione di gioco, personalità da vendere: Alessandro Alessandrì è l’uomo d’ordine in mezzo al campo che tutti gli allenatori vorrebbero avere a loro disposizione. Quando in estate ha detto di ‘no’ al Casarano, stracciando un accordo già raggiunto, per sposare la causa dell’Uggiano, sembrava quasi potesse trattarsi di uno scherzo. L’uomo delle 434 presenze tra C1, C2, serie D ed Eccellenza, della parentesi giovanile sui campi della “Pinetina” e delle tante maglie pesanti indossate nel corso di una carriera ventennale, aveva preferito una neo promossa del campionato di Promozione al fascino, al blasone e alla tradizione dei rossazzurri.

Argomenti pesanti, quelli che la dirigenza gialloblu deve aver utilizzato per spingerlo a compiere una scelta così clamorosa, che ci spiega lo stesso Alessandrì. “La mia ex squadra, la Nuorese, voleva trattenermi a tutti i costi, ma io avevo già trovato l’accordo con il Casarano. Tuttavia, quando è arrivata la proposta di Rosario Merico, verso il quale nutro profonda stima e al quale sono legato da grande sintonia, non ho potuto dire di no. È stato determinante: mi ha convinto attraverso un progetto ambizioso e attraverso la mia investitura a punto di riferimento per i giovani e per lo spogliatoio tutto. Io credo che il calcio debba essere caratterizzato da qualità come la serietà, la lealtà e la condivisione delle regole: tutti valori che l’Uggiano Calcio incarna pienamente. Dopo tanti anni di professionismo, sentivo l’esigenza di tornare a casa e di mettere dei punti fermi nella mia vita. Uggiano è stata la scelta migliore e che continuerei a rifare”.

Un inizio così così, quello dei gialloblù, l’inevitabile dazio da pagare alla novità della categoria. Poi, la neo promossa si è trasformata in matricola terribile: quattro vittorie nelle ultime quattro giornate e gol segnati a raffica, che ne fanno il miglior attacco del torneo. L’analisi della metamorfosi nelle parole di capitan Alessandrì. “Adesso abbiamo una maggiore consapevolezza dei nostri mezzi, sebbene vi siano ancora margini di miglioramento. Uggiano è un’isola felice, dove regnano cultura del lavoro, rispetto e unità d’intenti. Tutto ciò porta inevitabilmente a raggiungere dei risultati. Inoltre, abbiamo avuto il tempo per lavorare: la società è stata brava ad aspettare e ad avere pazienza di fronte a un inizio non esaltante. Il fatto di non avere grosse pressioni addosso ti permette di lavorare con serenità. A Uggiano esistono tutte le condizioni per fare bene, sia dentro che fuori dal campo. Ma il vero segreto sta nella solidità della società.

Attualmente la squadra è quinta in classifica, ma in casa gialloblù guai a parlare di playoff. “L’ambizione deve essere sempre in ciascuno di noi e in ogni campo della vita, ma non dimentichiamoci che siamo una neo promossa e che dobbiamo prima pensare alla salvezza. L’obiettivo è quello di mantenere la categoria e per raggiungerlo ci manca ancora una decina di punti. Il processo di maturazione di questa squadra è iniziato due anni fa, in questa stagione ci stiamo togliendo belle soddisfazioni e obiettivamente disponiamo di una rosa di tutto rispetto e di under importanti, che, uniti alla passione sfrenata della società, potrebbero consentirci uno scatto ulteriore. Ma in questo momento dobbiamo restare coi piedi per terra e rimanere umili.

E domenica c’è la sfida con il Galatina, la squadra più forte del torneo. “È una partita come tutte le altre, da affrontare con la solita mentalità che ci contraddistingue e cioè quella di imporre il nostro gioco. Sappiamo che il Galatina ha un organico forte, attrezzato per vincere il campionato: per noi può rappresentare un esame di maturità, da affrontare, però, con la giusta serenità”.

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