Skip to content Skip to sidebar Skip to footer

LEGA PRO – Casertana e Cosenza le sorprese, Foggia la certezza. Lecce, miglior girone d’andata da tre anni

Con il posticipo di ieri sera tra Paganese e Casertana ha avuto il suo ultimo atto il diciassettesimo turno di campionato, e con esso il girone d’andata della Lega Pro. Come ogni giro di boa che si rispetti, anche in questo caso è d’obbligo fare il punto della situazione su un torneo equilibrato come poche altre volte e che ha, almeno in buona parte, delineato le forze in campo relative ai vari obiettivi da raggiungere. Dando uno sguardo alla graduatoria provvisoria, sono cinque, tra conferme e sorprese, le squadre a giocarsi il primo posto: Casertana, Foggia, Cosenza, Lecce e Benevento.

Dopo un avvio disastroso o quasi, con l’avvicendamento tra Asta e Braglia il Lecce ha trovato il bandolo della matassa, risalendo la classifica fino ad arrivare a sole quattro lunghezze dalla vetta. Un risultato (30 punti frutto di 8 vittorie, 5 pari e 3 sconfitte) a cui va dato il giusto valore nel contesto di un torneo equilibrato e che, oltre ad essere il migliore degli ultimi anni (nel ’12-’13 furono sempre 30 punti in 17 gare, nel ’13-’14 27 in 17, lo scorso anno 32 ma in 19), pone i giallorossi in piena lotta per il titolo. Papini e compagni hanno comunque lasciato l’impressione di non aver espresso appieno il proprio potenziale a differenza di altre compagini (e questo fattore può essere sfruttato a proprio vantaggio nella fase cruciale del campionato), lasciandosi sfuggire più di un’occasione per avvicinare la Casertana. Ultima di queste il pareggio di domenica in casa della Lupa Castelli, che si somma alla gara simile giocata in casa della Paganese (anche in quel caso fu 1-1 con un solo tiro in porta subito e diverse reti fallite) ed all’unico vero e rocambolesco passo falso in casa del Catanzaro.

Se i giallorossi salentini hanno registrato tanti alti ma anche qualche basso, la Casertana ha dimostrato da subito una continuità sorprendente. Partita con la salvezza tranquilla come traguardo minimo dichiarato, la squadra di Romaniello ha inanellato 11 risultati utili nelle prime 12 uscite, rallentando solo nelle ultime tre trasferte in cui sono arrivate due sconfitte ed il pari beffardo di ieri, quando l’ex leccese Caccavallo ha firmato il 2-2 di Pagani oltre il novantesimo. Per il resto, i rossoblu si approcciano al ritorno come squadra da battere perché, nonostante vi siano 2-3 compagini con un valore medio della rosa lievemente superiore, hanno dimostrato chiare idee di gioco che consentono loro di risultato il miglior attacco del torneo, mentre la difesa ha subito una leggera involuzione con l’arrivo dell’inverno. A detta di molti, la vera favorita per la promozione diretta è però il Foggia. Miglior difesa e secondo miglior attacco del torneo, l’undici di De Zerbi insegue la capolista campana a soli due punti, ed in diversi tratti della prima metà di stagione ha lasciato intravedere il miglior calcio della categoria che ne fa una vera certezza nel girone C. Narciso, Sarno e Iemmello sono tre garanzie e sono risultati ad oggi i migliori nei rispettivi ruoli, facendo dei rossoneri i favoriti dai bookmaker per il successo finale, nonostante il pareggio interno con la Juve Stabia nell’ultima gara d’andata.

Si gioca invece la palma di sorpresa del girone d’andata il Cosenza di Giorgio Roselli, il cui obiettivo resta migliorare la salvezza ottenuta nella passata stagione grazie ad una rosa nettamente superiore a quella di un anno fa nonostante le partenze iniziali di Calderini e De Angelis. I Lupi della Sila hanno dimostrato un’ottima continuità (insuperabili fino ad oggi tra le mura amiche), issandosi al terzo posto alla pari del Lecce. L’obiettivo più verosimile restano i play-off, ma con un primo posto lontano solo 4 punti sognare è più che lecito. Un punto sotto i rossoblu, ed al momento fuori da un piazzamento utile, è il Benevento di Auteri. I sanniti non possono certo essere etichettati come una delusione (senza la penalità sarebbero a pari punti con Lecce e Cosenza), ma certo da loro ci si aspettava qualcosa in più soprattutto dal punto di vista delle prestazioni più che dei risultati, apparsi in ogni caso troppo incostanti. I tre punti strappati con l’Akragas sabato scorso sono un segnale positivo dopo la brutta botta del big-match di Lecce che aveva innervosito non poco l’ambiente.

Alle spalle delle cinque di testa, altrettante compagini che devono ancora capire “cosa vogliono fare da grandi”. Il plotoncino, lontano non abbastanza dalla zona play-off per dirsi fuori dai giochi, è guidato dalla coppia Matera-Messina. I lucani, grande delusione d’inizio anno, con Padalino hanno svoltato e sono risaliti dal penultimo al sesto posto. I peloritani, sorpresa dei primi mesi trascorsi a ridosso del primo posto, hanno ultimamente visto calare quella solidità difensiva che li aveva contraddistinti nella fase iniziale del torneo, ma restano aggrappati alle zone alte a 25 punti. Due lunghezze sotto ecco la Fidelis Andria, partita a razzo e che ha dovuto necessariamente tornare con i piedi per terra e ridimensionare le proprie ambizioni dopo essere stata sei turni senza vittorie tra la settima e la tredicesima giornata. Chiudono il gruppetto due squadre in netta risalita dopo un avvio disastroso: Catanzaro e Juve Stabia. Entrambe le compagini sono reduci da un periodo molto prolifico (i gialloblu vantano la miglior serie positiva, non perdendo dalla sesta giornata) che le ha fatto risalire, allontanandosi dalla zona pericolosa e facendo sognare ai tifosi una clamorosa rimonta verso i quartieri altissimi del campionato.

Dall’undicesimo posto in poi è lotta alla permanenza. La squadra messa meglio nella parte calda della classifica è il Monopoli di Tangorra, da subito apparso solido ed in grado di mettere in difficoltà anche squadre con ben altri obiettivi. Un punto sotto, a quota 18, ecco il Catania di Pancaro, a cui potrebbe apparire ingeneroso affibbiare l’etichetta di delusione numero 1 visto che, senza la pesante penalità, i rossazzurri sarebbero sesti a quota 28 ed in lotta per la promozione. Un risultato virtuale che, in ogni caso, non può soddisfare pienamente l’ambiente visto che, dopo un avvio super (4 vittorie nelle prime 6 gare giocate), il club etneo ha notevolmente rallentato, vincendo solo tre partite nelle successive undici giornate. Uno score che ha compromesso, definitivamente o quasi, le speranze di ritorno in Serie B. A parti punti con il Catania, non molla la presa la Paganese di Grassadonia che, lanciata da bomber Caccavallo, si è sempre mantenuta fuori dalla zona play-out.

Zona play-out che si apre invece con i 17 punti del Melfi. Per i gialloverdi era obiettivamente molto difficile confermare le ottime cose mostrate lo scorso anno, e la salvezza sarebbe senza dubbio un risultato da 10 in pagella per il subentrato Ugolotti, che nell’ultimo turno ha vinto una gara fondamentale con il Catanzaro. Sembra in caduta libera invece l’Akragas di Legrottaglie, partito benissimo e con velleità di play-off ma che ha visto ridimensionati i propri progetti dopo una fase molto complicata come quella che i siciliani stanno ancora vivendo. Terzultimo ed in netta flessione anche l’Ischia di Bitetto, protagonista di un buon avvio di stagione ma che adesso sta palesando grossi limiti soprattutto in difesa, sebbene senza i quattro punti di penalità i gialloblu sarebbero momentaneamente fuori dai play-out. Penultimo ed in difficoltà soprattutto per le turbolenze dell’ambiente il Martina, che dovrà lottare fino all’ultimo se vorrà evitare una retrocessione che, classifica alla mano, appare decisamente difficile da raggiungere. Ancor più difficile sarà invece il compito della Lupa Castelli Romani fanalino di cosa. I laziali hanno raccolto appena sei punti nel girone d’andata del loro primo campionato da professionisti (7 senza la penalità), ma i pareggi interni con Benevento e Lecce e la vittoria nello scontro diretto con la Paganese alla sesta giornata tengono accese le speranze dei tifosi del club della provincia di Roma.

Show CommentsClose Comments

Leave a comment