SOTTO I RIFLETTORI – San Francesco, Mister Wolf e il bicchiere
Pari e patta. Il Genoa torna in Liguria avendo fermato un’emorragia di sconfitte in trasferta, mentre i salentini perdono contatto dal miraggio chiamato quart’ultimo posto. Sculli (doppietta), Muriel e Brivio sono stati i marcatori di un pomeriggio vissuto con le palpitazioni da tutto il popolo giallorosso.
PAUSA RIFLESSIVA NEL PRIMO TEMPO – Come Kant che ammira le stelle, in cerca d’ispirazione, il Lecce nella prima frazione filosofeggia e si ritrova a specchiarsi concedendo il fianco all’avversario. Le fasce sono imballate e Cuadrado non ha la solita verve. Allora Palacio e co. prendono coraggio; minuto 21 una sequela di colpi di tacco e svarioni difensivi manda il pallone alle spalle di Benassi. E’ Sculli il marcatore che sottomisura fa tremare Cosmi. I giallorossi provano a salire di livello, ma in mediana Giacomazzi e Delvecchio fanno fatica a liberare il piede caldo di Bertolacci. Poi inizia una sfida nella sfida, quella tra Russo, arbitro di Nola, e Serse Cosmi. Kucka già ammonito stende Bertolacci a centrocampo, il tecnico salentino va su di giri e chiede il rosso. Il direttore di gara col braccio indica gli spogliatoi all’allenatore che esce, solo fisicamente, di scena. Passano i minuti e il Lecce chiede due calci di rigori. Uno per un colpo di avambraccio in area rossoblu e per il contatto tra Muriel e Carvalho. Russo fa proseguire.
TUTTO IL CONTRARIO DI TUTTO – La ripresa ha inizio e i padroni di casa hanno fame. Dopo 10’ arriva il pari. Bertolacci illumina il corridoio di Muriel ed è 1-1. A questo punto la Curva Nord alza l’asticella e i giocatori hanno gli occhi di tigre. Avanzata dopo avanzata Frey vede i suoi compagni sempre più sotto pressione. Il goal lo si respira nell’aria e Brivio da sfoggio dei suoi allenamenti sui calci piazzati. Sassata da 30 metri nel sette. Corsa a per di fiato sotto la curva ed esultanza. Il Siena sta dilagando contro il Cagliari e a questo punto bisogna blindare il risultato. Miglionico esce ed entra Esposito. Il Genoa ci prova con il destro di Jankovic, che in almeno tre occasioni mette in difficoltà Massimiliano Benassi. All’85’ i liguri chiedono un rigore, ma l’arbitro non ci sente e da il corner. Sulla battuta il più lesto è Sculli, palla sulla schiena di Giacomazzi ed è 2-2. I tifosi provano a lanciare la volata all’ulteriore impresa, ma allo scadere del recupero il contropiede guidato da Costant e finalizzato, in malo modo, da Sculli per poco non regala la vittori agli uomini di Marino.
SAN FRANCESCO E IL BICCHIERE – A mente fredda guardano il bicchiere possiamo tranquillamente dire che è mezzo pieno. Il Lecce in svantaggio ha ribaltato il risultato e giocato un’ottima ripresa. La linea difensiva è apparsa un gradino sotto le ultime prestazioni e chi è subentrato dalla panchina, Esposito, si è mostrato titubante. Bertolacci nel centrocampo a 5 è il fulcro della squadra ed il vero interlocutore con Giacomazzi. Ieri ha mostrato tenacia e dialoghi con i compagni degni del miglior Al Pacino. Per restare in termini cinematografici Serse Cosmi ai microfoni della sala stampa ha detto “non sono San Francesco” ed a noi infatti appare di più come il Mister Wolf di Pulp Fiction, personaggio uscito dalla mente di Quentin Tarantino che come slogan recitava: “Sono Mister Wolf risolvo problemi”. Le ultime righe vanno dedicate a Di Michele. La punta di Guidonia ha smarrito lo smalto delle prime gare all’insegna di Cosmi. E’ sicuramente un dato estemporaneo, ma per la "spallata" decisiva a Siena e affini serve il suo bracciato armato.
