foto: Cheddira, MVP a Reggio come a Pisaph: Coribello/Salentosport
LECCE – Difesa da brividi ma Cheddira è da urlo e Stulic al 96′ fa esplodere la bolgia: le pagelle
LE PAGELLE DI SASSUOLO-LECCE
Falcone 7: Se il primo gol lo prende da due passi e sotto le gambe, ne salva almeno altri tre: al 23’ su Lauriente; al 30’ su cross pericolosissimo da destra; al 94’ salva forse la stagione chiudendo lo specchio a Pinamonti per quello che poteva essere il 3-2.
Veiga 5,5: Nettamente in difficoltà fisica, travolto da Lauriente e soci sulla sua fascia. A tratti impotente ma trova la misura per mettere Cheddira davanti a Turati al 32’. Nella ripresa prende un po’ di coraggio e trova qualche sgroppata ma anche un salvataggio alla disperata su tiro di Konè che poi colpisce il palo e si spegne nelle mani di Falcone.
(85′ N’Dri) sv: Il solito scompiglio con un tiro forzato dei suoi ma anche con un bell’assist per Coulibaly che il maliano manca d’un soffio.
Siebert 5,5: Qualche castagna dal fuoco la toglie lui ma sbanda con tutta la difesa quando il Sassuolo attacca a folate. Manca la chiusura su Lauriente sull’1-1, un pizzico più centrato e concentrato nella ripresa.
Tiago Gabriel 5: Ancora una giornata no. Prima invita al tiro Berardi porgendogli la palla di testa, poi è in ritardo su Garcia nel gol del 2-2. Fuori posizione quando Nzola calcia a botta sicura in curva.
Gallo 6: Soffre Berardi fin quando il campione d’Europa ha fiato. Per fortuna del Lecce l’esterno va a calare e il palermitano riesce ad essere più concreto nelle chiusure e più propositivo sulla fascia.
Ramadani 6,5: Lucido, tempestivo nelle chiusure e oggi anche discreto nell’impostazione e nelle verticalizzazioni. Lottatore e corridore as usual. Oggi è l’anima di questa squadra, anche per come carica i compagni dalla panchina dopo il 2-2 e dopo il 2-3.
(85′ Stulic) 7,5: Un gol al 96’, un boato alle spalle, una delle sue più grandi soddisfazioni personali e, si spera, anche per la sua attuale squadra. Potrà essere il gol salvezza? Non si sa ancora, ma la pesantezza di quel pallone scagliato alle spalle di Turati al 96’ cancella – forse – la serie di prove incolore viste durante l’anno.
Ngom 5: Corre tanto ma non la prende mai, soprattutto nel primo tempo. Non riesce mai ad arginare le incursioni delle mezzali neroverdi, Thorstvedt in primis ma anche su Pedro è in ritardo nell’azione dell’1-1. Arretra, minuto dopo minuto, nascondendosi al portatore di palla. Nella ripresa si scrolla di dosso le paure e avanza di qualche metro, recuperando qualche pallone e verticalizzando un po’ di più. Ma meritava di esser cambiato quantomeno all’intervallo.
Pierotti 5,5: Spuntato in avanti, sbadato in copertura, quasi mai utile nel raddoppio su Lauriente che fa quello che vuole, non chiude su Berardi nel gol dell’1-1. Esce per una botta di Muharemovic che meritava qualcosa di più di un giallo.
(79′ Gandelman) 6,5: Su uno dei pochi palloni giocabili spizza verso Stulic che fa scoppiare di gioia il popolo salentino.
Coulibaly L. 6,5: Eccolo il bel giocatore visto tante volte in passato. Dopo qualche prova opaca, oggi si incarica di dirigere le operazioni in attacco con qualità e intelligenza tattica, non trascurando compiti difensivi. È lui che induce all’errore Garcia sul primo gol. È lui che fa legna in mezzo al campo ed è sempre lui che supporta la punta nel tratto finale, mancando il gol per un nulla su assist di N’Dri.
Banda 6,5: Un assist per Cheddira, un gol mancato, tante palle perse ma anche tanti sprint per fare male agli avversari.
(63′ Jean) 5: Entra per dare solidità al pacchetto arretrato ma si fa beffare ingenuamente dal tacco di Pinamonti.
Cheddira 8: Uno e due, entrambi nel suo stadio. A contorno una gara fatta di tante piccole e grandi cose buone, utili, concrete, efficaci. Gara da incorniciare e da ricordare.
(79′ Camarda) sv: Prova a dialogare coi compagni in avanti ma ha pochi palloni giocabili.
All. Di Francesco 6: Se qualche sceneggiatore cerca ispirazioni per un thriller, gli basterà guardare i cento minuti di Sassuolo-Lecce. Il risultato pieno è arrivato, il come non importa. Purtroppo è arrivato anche il risultato che si aspettava da Udine e allora la questione salvezza resta aperta. Ma che emozioni, che sofferenza, quanta adrenalina è scorsa al Mapei Stadium, colorato magnificamente di giallorosso, e quanti cardiologi domani riceveranno una chiamata da un tifoso del Lecce. Scherzi a parte, il Lecce vince all’ultimo minuto con i gol degli attaccanti, finalmente! Era proprio il momento giusto per lasciare un segno sulla stagione. Analizzando a mente ancora bollente la gara, si può dire che oggi gli astri si sono disposti verso Sud-Est. Il tecnico conferma la squadra battuta dalla Juve domenica scorsa recuperando in extremis Veiga. Dagli altoparlanti del Mapei suona “Heroes” di David Bowie ed è il Lecce a vincere una gara epica, eroica, fortunata – sì – ma chi se ne importa. Il Sassuolo gioca veloce, rapido e anche bene, è di qualità superiore e lo si vede dato che passano 20 secondi e già costruisce la prima palla gol. Il Lecce replica subito, trova la forza e il coraggio di non farsi schiacciare nella sua area ma è una gara praticamente senza difese e le occasioni da gol fioccano come nespole (cit. Biscardi). Quando avanza, il Sassuolo fa male anche perché il Lecce arretra pericolosamente e sbanda. Ma è di Cheddira il primo gol della gara, a sfruttare alla perfezione un errore di Garcia. La squadra però non tiene le posizioni e da una palla persa da Banda in area avversaria nasce il gol dell’immediato pari, con una serie di errori, gravi e meno gravi, che portano al pari di Lauriente, uomo che il Lecce non riuscirà quasi mai ad arginare per tutta la gara. Il Lecce non molla e trova ancora il gol con un perfetto cross di Banda spizzato ancora da Cheddira alle spalle di Turati. Difendere un gol di vantaggio fino al triplice fischio? Questo Lecce non ne è capace. Ancora diverse occasioni per parte, il centrocampo soffre lato Ngom, sulle fasce Veiga e Pierotti non prendono mai Lauriente e anche dall’altro lato non va tanto meglio. All’intervallo è ancora +1, ci si attendono correzioni dal tecnico (Ngom?) che non arrivano. Il Lecce arretra, la paura aumenta così come gli errori tecnici. Il Sassuolo va a un passo dal pari con Nzola che la spara tra i tifosi giallorossi da 3 metri. Il Lecce rischia ma in contropiede Banda fallisce il gol-partita. Ngom e Pierotti girano a vuoto, Veiga si immola e devia sul palo interno un tiro a botta sicura di Kone. Servono cambi, correzioni, ma arrivano prima dal lato Sassuolo mentre al 64’ Di Francesco chiama nuovamente il cambio modulo passando a un 5-2-2-1 con Pierotti e Coulibaly un passo dietro Cheddira. Il baricentro si abbassa ancora di più e il Sassuolo è ancor di più invogliato a venire avanti. Per qualche minuto l’impianto regge poi un altro legno salva il Lecce su tiro da pochi passi di Thorstvedt. E due! Ma il gol è nell’aria e all’82’ un’altra topica collettiva permette agli emiliani di riagganciare di nuovo il Lecce. La Cremonese ora è avanti. Solo a cinque dal 90’ il Lecce ricambia marcia giocando con Stulic e Camarda supportato da Gandelman. N’Dri mette un po’ di scompiglio, Falcone salva la stagione opponendosi a Pinamonti poi Volpato spara in curva un pallone solo da spingere in porta. Le coronarie fanno le valigie e se ne vanno. Ma prima del triplice fischio Gandelman vince un duello e spedisce il pallone verso Stulic che con un movimento da vero attaccante fa secco il difensore che lo marcava e Turati con un mancino diagonale. Tripudio giallorosso, mezza rissa, festa sotto il settore ospiti, Sticchi Damiani che diventa viola per la gioia del gol. È finita, il Lecce è ancora avanti di uno e manca l’ultimo step. Ma che fatica. E che fortuna!
