foto: Cheddira vs Koopmeinersph: Coribello/Salentosport
LECCE – Siebert fa gli straordinari, Cheddira non è il cecchino visto a Pisa: le pagelle del ko con la Juve
LE PAGELLE DI LECCE-JUVENTUS
Falcone 6,5: Sul gol di Vlahovic è impotente. Al serbo nega il gol dopo altri cinque minuti e nel finale a Zehgrova due volte. È lui a impostare l’azione offensiva del Lecce coi lanci lunghi sulla punta… E vabbè.
Veiga 5,5: Male in occasione del gol, sorpreso da Cambiaso. In difesa non combina altri pasticci, in appoggio ha gamba per corsa e cross. Si ferma per un guaio forse muscolare: non ha cambi e, in caso di guai seri, Di Francesco dovrà inventarsi qualcosa a Reggio Emilia.
(70′ Helgason) 5,5: Il ritorno in campo dell’islandese non coincide con il salto di qualità che Di Francesco sperava. Va subito al tiro con un piattone centrale ma nel finale non è concreto sprecando dei palloni sulla trequarti.
Siebert 6,5: Il migliore dei suoi, riscatto dopo l’opaca prova di Pisa. Oggi deve lavorare il doppio, dato che il suo compagno di reparto non appare brillante. Imperfetto il rinvio di testa in occasione del gol, poi lascia il giusto, spazza lo spazzabile, è sempre sul pezzo. Chiude da esterno di fascia destra, getta via uno degli ultimi palloni con un cross impreciso.
Tiago Gabriel 5: Stecca al cospetto dei bianconeri. Sul gol di Vlahovic è preso d’infilata come tutta la squadra. Rischia grosso sul gol poi annullato a Kalulu e, in generale, non appare lucido e solido come sempre.
Gallo 6: Si dà da fare e non esce sconfitto dal duello con Conceicao. Positivo nelle sovrapposizioni e nelle diagonali difensive, poco incisivo sui cross a scodellare il pallone in area.
Ramadani 5: Bene nella corsa, benino nella fase filtro, inguardabile nel lancio a medio o lungo raggio.
Ngom 4,5: Totalmente fuori partita. Sul finire di primo tempo si fa riprendere alle spalle mentre corre a campo aperto in contropiede e sbaglia altri tre palloni a seguire.
(62′ Jean) 6: Subito calato in partita, due buoni interventi difensivi, un giallo e qualche pallone maltrattato in costruzione.
Pierotti 6: Si fa sorprendere insieme a Veiga dal cross di Cambiaso per Vlahovic dopo una manciata di secondi. Assicura peso e corsa sulla fascia cercando anche la conclusione o il passaggio decisivo. La volontà ce la mette tutta non tirandosi mai indietro, nemmeno quando c’è da fare il terzino a tutta fascia. Offre un buon pallone a Cheddira che l’italo marocchino getta via in avvio di ripresa. Sul finale prova la bomba da fuori, troppo centrale.
Coulibaly 5,5: Nel solco delle ultime gare: potenzialmente ha i piedi migliori in mezzo al campo ma anche oggi non lo dimostra, sbagliando clamorosamente la scelta dell’ultimo tiro al 92’ quando decide di far rimbalzare la palla e di tirare col destro quando invece poteva rimetterla di prima in mezzo all’area.
Banda 6: Inizia a protestare con l’arbitro troppo presto e per fortuna i compagni gli ricordano i suoi precedenti per rimetterlo in riga. Non trova lo spazio per il tiro e delle volte eccede nel dribbling perdendo tempo e misura del cross. Qualche palla pericolosa, comunque, la mette in mezzo.
(76′ N’Dri) 5,5: Sfonda a destra e potrebbe anche sfondare la porta al 77’ ma calcia a lato, avendo accanto anche un’altra soluzione, Camarda.
Cheddira 5: Si sbatte, corre e rincorre ma sbaglia anche due palle gol simili, una per tempo, con due girate in porta flosce.
(75′ Camarda) sv: Tocca pochi palloni e forse andava mandato in campo qualche minuto prima.
All. Di Francesco 5,5: Ancora un approccio zoppicante e stavolta il gol arriva dopo 13 secondi. Il Lecce però si rialza subito, gioca in verticale e sembra non soffrire di timori reverenziali, non riuscendo però a essere preciso nell’ultimo passaggio, cosa nota già da mesi. Fino a quando hanno retto le energie, i giallorossi hanno provato a pressare gli avversari quasi nella loro area, costringendo i bianconeri a forzare qualche passaggio e a perdere qualche pallone di troppo. Nell’intervallo ci si aspetta quantomeno un cambio, visti i pasticci di Ngom a metà campo, magari inserendo uno dei vari trequartisti presenti in panchina e arretrando Coulibaly accanto a Ramadani ma così non è. La Juve va a segno due volte e per due volte in fuorigioco. Solo dopo aver rischiato grossissimo, Ngom viene richiamato in panchina ma per Jean, passando a un 3-5-2 che, con Veiga e Gallo sugli esterni, è più un 5-3-2, con Banda accanto a Cheddira. I lanci lunghi non portano nulla, serve un guizzo di un singolo o una giocata improvvisata per provare a cogliere in fallo la difesa bianconera. Veiga finisce le forze, dopo aver tirato la carretta per tutto il campionato e il tecnico decide di inserire Helgason arretrando un già stanco Pierotti a tutta fascia. Un sostituto, Veiga, non ce l’ha in rosa. Lacuna mai colmata a gennaio. Il finale è convulso ma N’Dri avrebbe potuto acciuffare una Juve che di certo non ha fatto la sua miglior partita ma ha centrato i tre punti. Anche oggi, come nelle ultime quattro, il tecnico non ha sfruttato tutti e cinque i cambi. La palla passa alla Cremonese che dovrà battere il Pisa per riportarsi a -1. Da lunedì, poi, si penserà a trarre il massimo dalle ultime due partite. Nessuno regala nulla al Lecce, nessuno pensava di essere già salvo dopo domenica scorsa, ma in queste ultime due partite servono decisioni tempestive e possibilmente risolutive.
