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LECCE – Attacco super ma difesa poco ermetica: numeri alla mano, cosa va e cosa non va nella truppa di Corini

La notizia più che positiva è che il Lecce, in quasi tre mesi di gare ufficiali, ha perso solo una volta, nel nefasto pomeriggio di Brescia. Nelle 14 gare disputate, tra Tim Cup e campionato, i giallorossi, poi, hanno ceduto in Tim Cup anche al Torino, ma solo dopo i tempi supplementari e dopo aver giocato una grande partita contro un avversario di categoria superiore. L’altra notizia positiva è che, col pareggio di Salerno, Mancosu e compagni hanno allungato a nove la striscia di risultati utili consecutivi, restando a due passi dalla vetta, occupata, ora, dall’Empoli. E ancora: la squadra di Eugenio Corini è di gran lunga quella più prolifica della Serie B con 27 reti realizzate in 12 partite, con una media gol di due reti e un quarto ogni 90 minuti. A distanza, l’Empoli capolista, con 22 centri. Certo, contano tanto i sette gol rifilati alla malcapitata Reggiana il 21 novembre, ma, ad ogni modo, i numeri non mentono quasi mai.

SI SEGNA TANTO MA SI SUBISCE TROPPO – L’anomalo tandem d’attacco Coda (8)-Mancosu (5) è la coppia più produttiva del campionato con 13 reti, con a rimorchio Stepinski, a segno quattro volte; a seguire, Forte (8)-Aramu (4) del Venezia, con 12 gol e Mancuso (7)-La Mantia (4) dell’Empoli con 11. Il Lecce, insieme all’Empoli capolista, è la squadra che ha perso meno di tutte, una volta sola, ma anche quella che, tra le prime nove, ha vinto di meno (5, così come il Monza e il Chievo). Corini dimostra di avere molte frecce per il suo arco, dato che la sua formazione, in campionato, è andata a segno con ben undici calciatori diversi. Periodo caldissimo per capitan Mancosu, che trova la via della porta da tre partite consecutive. Un po’ meno per Coda, a secco nelle ultime due. Le note negative ci sono. Non sono molte, ma ci sono. E quella più evidente, consultando le cifre, è il numero di gol subiti: 15 in 12 partite, uno e un quarto a gara. Numeri troppo alti per una squadra che punta a scalare i vertici della classifica, anche rapportando i numeri dei giallorossi a quelli delle sue dirette concorrenti: tra le prime nove, il coefficiente tra reti subite e partite giocate del Lecce (1,25) è il più alto di tutti. La difesa più solida è quella del Monza (0,75); a seguire: Chievo (0,81), Spal (0,83), Empoli e Salernitana (0,91), Cittadella (0,90), Frosinone e Venezia (1,00), quindi il Lecce.

UNO IN PIÙ – Si dirà: il gioco di Corini, per sua stessa ammissione, è decisamente votato a segnare un gol in più degli avversari. Un’idea che, senza dubbio, può funzionare quando i numeri del reparto difensivo sono rassicuranti. Ma ora non lo sono: Dermaku, da inizio campionato, è sceso in campo solo tre volte e solo contro la Cremonese è rimasto in campo per tutti e 90 i minuti. Il difensore albanese, top per la categoria, stenta ancora a mettersi alle spalle i problemi fisici che lo stanno attanagliando. Secondo le nostre pagelle, Dermaku a parte, gli unici difensori che, sinora, hanno tenuto un livello alto di prestazioni, sono Lucioni (6,29 di media) e Adjapong (6,30). Maluccio gli altri: Calderoni 5,81, Meccariello 5,77, Zuta 5,59. Bene, come sempre, Gabriel (6,41). Su questi numeri si dovrà basare la campagna acquisti invernale, che si aprirà il 4 gennaio, giorno di Lecce-Monza. In attesa di un pieno recupero di Dermaku, e di valutare la possibilità di pieno impiego e recupero di Rossettini, il Lecce non dispone di grosse alternative, sempre se non si voglia puntare forte su Monterisi, che ha tutte le potenzialità per crescere bene, ma, di contro, non ha ancora esperienza in categoria. I problemi difensivi si sono riscontrati anche (e, forse, soprattutto) sulle fasce. Calderoni e Zuta, sul binario sinistro (il macedone anche sulla destra a inizio stagione) non vivono un momento di grande forma. Sull’altro fronte, Adjapong si sta dimostrando un validissimo esterno, ma soprattutto dal centrocampo in su; in fase di copertura, ad oggi, ha dimostrato qualche lacuna tecnica. Le prospettive di miglioramento ci sono tutte, ma resta il fatto che, per una squadra che vuole recitare un ruolo da protagonista, sembrano non esserci grosse alternative e, soprattutto, affidabili.

MEDIANA DI QUALITÀ CON ALCUNE INCOGNITE – A centrocampo, al netto dei giudizi su Bjorkengren, all’esordio nel campionato italiano e fermato dalla lunga degenza post-Covid, la nota meno dolce, al momento, sembra essere quella di Luca Paganini (5,68 di media, 10 presenze e un gol) che non sta riuscendo a dimostrare tutto il suo indiscutibile valore, anche perchè gioca in un ruolo, quello di mezzala destra, a cui non è molto abituato. Buono l’impatto di Henderson (6,20), anche se, nelle ultime uscite, è sembrato accusare la fatica. Giudizio positivo, ma con riserva, per Listkowski (6,00) che, dopo aver esordito in maniera incoraggiante, è stato fermato da problemi fisici e sta stentando a ritrovare brillantezza. Tra le note positive, come sempre, c’è capitan Mancosu (6,70 di media, il migliore), a segno già cinque volte e grande produttore di assist per Coda e i suoi compagni di reparto. Tachtsidis (6,35) si sta dimostrando uno dei migliori playmaker per la categoria, mentre Majer (5,90) è ancora troppo altalenante.

FALCO COL CONTAGOCCE – In attacco, il grande dubbio è legato al risicato impiego di Filippo Falco (6,28): il mancino tarantino (8 presenze, 2 reti) ha giocato per intero solo una partita, a Brescia, ed è sceso in campo dal primo minuto solo in casa contro la Cremonese. Nelle altre sei, è sempre entrato nella ripresa ed è stato decisamente decisivo a Chievo, dove ha trovato il gol-partita in pieno recupero. Ecco perché al 10 giallorosso dovrebbe essere data più fiducia, magari dal primo minuto, per scardinare le difese avversarie con la qualità che dispone. Pettinari (5,83) è da rivedere, dopo l’occasione da titolare sprecata a Salerno, ma costituisce, senza dubbio, una risorsa. Stepinski va ancora a corrente alternata (6,05) ma, al momento, ha dimostrato di avere diritto ad una maglia da titolare a tutti gli effetti. Non è una sorpresa il rendimento di Coda (6,41), top di gamma per la categoria e capocannoniere con 8 centri. L’Hispanico, però, non ha brillato nelle ultime due uscite e, soprattutto a Salerno, ha sprecato delle buone occasioni per portare a casa i tre punti.

STRINGERE I DENTI SINO AL 4 GENNAIO – Sabato al Via del Mare arriva il Pisa, quarto avversario di questo dicembre fitto di impegni. Meccariello e Falco, fanno sapere dall’ufficio stampa, hanno svolto esami strumentali per le rispettive dolenzie (schiena e caviglia) che, per fortuna, hanno escluso problemi di sorta. Da qui sino al 4 gennaio si giocherà ogni tre o quattro giorni e il tempo per recuperare e per preparare bene le partite, inevitabilmente, sarà limitato. Sarà importante allungare la striscia di risultati utili e, soprattutto, fare quanti più punti possibile, atteso che, quella del Lecce, è una delle rose più tecnicamente dotate della categoria. Ci sarà tempo, poi, per colmare eventuali lacune (che ci sono) e per tirare le prime somme, all’indomani della gara col Monza di Checco Lepore, una delle pretendenti al salto diretto in massima serie.