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foto: N'Dri in azione contro la Fiorentina
ph: Coribello/Salentosport

LECCE – A Pisa per la svolta: settore ospiti già esaurito e il rebus tattico da risolvere per ritrovare gol e i tre punti

Il Lecce prosegue il suo ritiro in terra veneta, lavorando con intensità sul prato del Comunale di Villafranca. La mente del gruppo è già proiettata alla delicatissima sfida di venerdì sera alla Cetilar Arena contro il Pisa, un match che ha già fatto registrare il sold-out nel settore ospiti, segnale inequivocabile di quanto la tifoseria creda ciecamente nell’impresa della quarta salvezza consecutiva. Dal campo arrivano notizie a due velocità: Pierotti ha dovuto svolgere una seduta differenziata a causa di un affaticamento, mentre Coulibaly, dopo il giallo rimediato a Verona, entra ufficialmente in diffida, aggiungendo una preoccupazione in più per la gestione dei cartellini in questo finale di stagione.

I NODI DA SCIOGLIERE DOPO VERONA – L’analisi del pareggio di Verona ha consegnato al Lecce un punto prezioso per muovere la classifica, ma ha anche lasciato aperti diversi spunti di riflessione tattica. Se la fase difensiva ha retto bene, grazie anche a un Falcone monumentale in avvio, è apparso evidente come la squadra fatichi a distendersi e a pungere negli ultimi metri. L’assetto visto al Bentegodi ha mostrato un Pierotti molto generoso in fase di ripiegamento, ma forse troppo schiacciato sulla linea dei difensori per poter risultare davvero incisivo nelle ripartenze. La manovra è stata spesso (sempre?) affidata ai lanci lunghi dalle retrovie, una soluzione che però ha trovato le punte, da Stulic a Cheddira, in difficoltà nel ripulire i palloni o nel vincere i duelli aerei contro i centrali scaligeri. È mancata quella fluidità nel palleggio necessaria per eludere il pressing, con i giocatori a volte troppo statici nel proporsi, persino nelle situazioni più semplici come le rimesse laterali.

ALTERNATIVE (MAI VISTE) IN PANCHINA – In vista del match contro i toscani, ultimi in classifica ma pronti a onorare il campionato, lo staff tecnico potrebbe valutare alcune varianti per aumentare il peso offensivo. L’ottimo impatto di Camarda e N’Dri nei minuti finali della scorsa gara ha dimostrato che la squadra può alzare il baricentro e creare scompiglio con maggiore intraprendenza. Resta viva la curiosità per capire se ci sarà spazio per i “fantasisti” rimasti finora più in ombra, come Sala, Helgason o Marchwinski, profili che potrebbero offrire quella qualità necessaria sulla trequarti per evitare il ricorso sistematico al lancio lungo.

IL CAGLIARI SI CHIAMA FUORI – Il panorama della lotta per non retrocedere si è intanto fatto nitidissimo dopo l’ultimo turno. Con la vittoria sull’Atalanta, il Cagliari è balzato a quota 36 punti, mettendosi di fatto al sicuro e riducendo la corsa salvezza a un testa a testa serrato tra Lecce e Cremonese. Il calendario mette ora i giallorossi davanti a una prova di forza psicologica, dovendo giocare venerdì a Pisa prima che la Cremonese risponda lunedì ospitando la Lazio. Anche nella successiva giornata il Lecce giocherà in anticipo, sabato 9 contro la Juventus, mentre i grigiorossi avranno il vantaggio di giocare in casa la sfida col Pisa domenica pomeriggio. Questa sequenza di impegni impone al Lecce di non sbagliare la trasferta toscana: serve ritrovare (o trovare) quella cattiveria sotto porta necessarie per conquistare una salvezza che è lì, a portata di mano, ma che va ancora rincorsa con il gioco e con il coraggio.