foto: Trinchera e Sticchi Damiani
LECCE – Trinchera dopo Corvino, Sticchi Damiani sceglie la sobrietà: meno riflettori, più lavoro silenzioso
C’è una parola che ha attraversato la conferenza stampa di presentazione di Stefano Trinchera come un filo rosso, silenziosa eppure presente in ogni dichiarazione: sobrietà. Non pronunciata mai apertamente, perché il garbo è di casa a Via del Mare, ma percepita nitidamente da chi ha ascoltato con attenzione le parole del presidente Sticchi Damiani e del nuovo responsabile dell’area tecnica.
Partiamo dall’inizio, cioè dalla genesi di questa nomina, raccontata con chiarezza dal presidente. Le dimissioni di Pantaleo Corvino – arrivate il martedì successivo a Lecce-Genoa, a rinnovo contrattuale triennale già firmato – hanno colto la società impreparata e disorientata, per usare le parole dello stesso Sticchi. Una mossa tardiva, che ha costretto il club a muoversi in fretta in un momento dell’anno in cui il mercato non perdona i ritardi. Sticchi Damiani ha ammesso tutto questo con quella compostezza che gli è propria, lasciando trasparire però un fondo di amarezza difficile da nascondere del tutto.
Eppure, da quella difficoltà, la società ha saputo costruire una narrazione chiara. Trinchera non è una seconda scelta: su questo il presidente ha insistito con determinazione. La telefonata a Sean Sogliano – l’unico contatto esterno cercato – è avvenuta nel lasso di tempo in cui Trinchera aveva chiesto qualche giorno di riflessione prima di rispondere, per rispetto verso Corvino. Un gesto di lealtà che dice già molto del personaggio. Quando il Sogliano-Verona si è rivelato un binario morto – per una promessa già data e per l’orgoglio di non abbandonare una squadra appena retrocessa – Trinchera aveva già deciso. La scelta, dunque, è rimasta sempre interna, sempre convinta.
Il secondo elemento che colpisce è la cifra stilistica con cui sia Sticchi che Trinchera hanno costruito i rispettivi discorsi. Il presidente ha parlato di “garbo e educazione” per descrivere il suo nuovo direttore; Trinchera ha detto di aver “sempre sposato la linea del fare rispetto a quella dell’apparire”. Due frasi, pronunciate in momenti diversi della stessa conferenza, che suonano come una risposta implicita ma inequivocabile a cinque anni di protagonismo mediatico e di esuberanza corviniana. Non è stato detto, si è percepito.
Corvino resta, nelle parole di entrambi, un punto di riferimento umano e professionale. Trinchera lo ha definito “un maestro”, con sincerità che non sembra di circostanza. Ma è altrettanto chiaro che il Lecce cambia frequenze. Il club sceglie chi ha “pedalato duro e in silenzio”, come ha detto Sticchi, valorizzando uomini cresciuti in casa: Trinchera in prima linea, con Fabio Piluso allo scouting e Rosario Imparato in segreteria.
Sul piano tecnico e di mercato, la linea è quella della continuità sostenibile che il Lecce pratica da anni: cessioni solo laddove inevitabili – la struttura del club perde 15-17 milioni all’anno senza plusvalenze – e ricerca di profili coerenti con il gioco della squadra. Di Francesco dovrebbe restare, con un’altissima percentuale di probabilità, secondo le stesse parole di Trinchera. Il modulo sarà probabilmente un 4-3-3 di partenza, ma senza quella rigidità dottrinale che Corvino aveva più volte rivendicato come marchio identitario. Il campo decide, non la lavagna. È una differenza di approccio che potrebbe sembrare minima e che invece è sostanziale.
Trinchera ha detto di non essere spaventato, anzi di sentirsi entusiasta. Ha parlato di questa come dell’“occasione più bella della mia vita”. Chi lo conosce sa che non è uno abituato ai proclami: il che rende quella frase ancora più significativa. Ha anche ricordato Graziano Fiorita, con una commozione autentica che ha rotto per un momento la sobrietà della conferenza e l’ha resa più umana.
Resta una domanda, legittima: Trinchera avrà il peso specifico necessario per reggere le pressioni di un mercato estivo da fare in salita, con una Serie A che si annuncia più competitiva che mai? Si vedrà, ma la sensazione, archiviando questa conferenza stampa, è che il Lecce abbia scelto un uomo di sostanza in un momento in cui la sostanza vale più di qualsiasi copertina.
L’era Corvino è finita, con tutto ciò (tanto) che ha dato e che, di rimbalzo, ha avuto dalla società. L’era Trinchera comincia nel segno della sobrietà. Forse era quello di cui il Lecce aveva bisogno.
