foto: la festa del KP Gallipoli a fine garaph: Antonio Barone
SECONDA CATEGORIA/C – Kalè Polis Gallipoli campione: «Abbiamo lavorato come squadra, questo è il segreto»
Una sonante vittoria per 7-0 contro la Polisportiva Martius per tagliare il traguardo della promozione matematica in Prima Categoria, a meno di sei anni dalla sua fondazione e partendo dal gradino più basso in assoluto, la Terza.
La voce di Giorgio Della Ducata è quella di chi ha costruito qualcosa di solido, mattone dopo mattone. Il presidente della Kalè Polis Gallipoli ha celebrato il titolo con le parole di chi sa già dove vuole andare, ma si ferma un momento a guardare indietro. «Voglio ringraziare tutta la società», esordisce, «perché è vero che io sono il presidente, ma lo sono in rappresentanza di un gruppo di amici che, tutti allo stesso livello, stiamo cercando di portare avanti un progetto che nella città di Gallipoli sembra molto difficile: creare un gruppo di persone senza prime donne e secondi fini, fare calcio a certi livelli». Gli fa eco il tecnico Salvatore Botrugno: «Segreti nel pallone non ce ne sono. È stata la forza e la professionalità dei ragazzi nell’allenarsi e avere voglia di essere protagonisti. Si è trovata la giusta sintonia tra tutti, che ha dato ancora più valore alla squadra».
Tutto parte dalla programmazione. «Ancor prima di iniziare la stagione programmiamo il budget senza lasciare nulla al caso», sottolinea Della Ducata. Al centro del progetto, una figura simbolica: il capitano Daniele Morello, 44 anni, all’ultimo anno di carriera. «Dopo una vita passata nel calcio ad inseguire direttori sportivi e presidenti, mi ha detto che finalmente si è dedicato davvero al campo. Siamo stati di parola nei rimborsi. Un calciatore che fa quello che deve fare senza pensare ad altro rende meglio, perché le cose riescono con maggiore serenità». Botrugno conferma la solidità del gruppo anche nei momenti difficili: «Abbiamo avuto qualche infortunio e squalifica, ma la forza del gruppo è stata superiore. Abbiamo sopperito grazie all’unità dei ragazzi».
Il campionato, racconta il presidente, ha lasciato impressi tre o quattro momenti clou. «La vittoria a Spongano al 92′ mi ha dato la convinzione che il vento sarebbe cambiato. Poi siamo andati a Melissano, il nostro maggiore antagonista, e abbiamo vinto 3-0 davanti a 700 persone senza dare diritto di replica. Al ritorno, eravamo a pochi punti e gli abbiamo dato la stoccata decisiva». L’episodio più rocambolesco porta la firma di Carosino: «Vincevamo 2-0, loro ribaltano 3-2, e alla fine vinciamo al 92′ per 4-3. Quella ci ha dato quasi la certezza di aver vinto il campionato». Torneo rimasto aperto più del previsto, ammette Della Ducata, «solo perché avevamo dietro il Soleto, che ha vinto 15 partite di fila e ci ha dato filo da torcere. Merito anche al Poggiardo, una delle poche a batterci, e ad altre squadre che non ci hanno fatto vivere giornate serene». Botrugno non individua un momento-chiave: «Ho sempre detto che non dovevamo fermarci a guardare la singola partita, ma arrivare a maggio da protagonisti. Alla fine si fa il resoconto di tutto».
Le dediche scorrono parallele. Della Ducata: «Alla mia famiglia, a mia moglie che mi dà la possibilità di coltivare le mie passioni, a mia figlia e a mio figlio che mi seguono in tutto. E alla città di Gallipoli, che negli ultimi anni è stata sportivamente violentata a livello calcistico: una cosa che non può andare avanti». Il tecnico ringrazia tutti senza distinzioni, ma concede un nome: «Se proprio devo trovarne uno venuto alla ribalta, è Protopapa: ha fatto 33 gol sino ad oggi». I sacrifici, ricorda il presidente, sono stati soprattutto familiari: «La domenica abbiamo lasciato soli i nostri cari — io e i miei soci Valerio Pascali, Nico Manta e Adamo Tricarico, tutti con le stesse funzioni, alla pari. È un modello che, strano a dirlo a Gallipoli, sta funzionando. Abbiamo lavorato come squadra: questo è il segreto».
Sul futuro entrambi preferiscono la prudenza. «Tra 10-15 giorni la situazione sarà più chiara», dice Della Ducata. «Prima ci prendiamo un po’ di vacanza, poi ci siederemo col mister. Il suo lavoro è sotto gli occhi di tutti, c’è poco da aggiungere». Botrugno apre alla continuità: «A Gallipoli ho trovato persone stupende e una società perfetta, che in questa categoria non è facile trovare. Mi piacerebbe continuare, se ci saranno i presupposti. I matrimoni si fanno in due».
Il presidente chiude con un appello che va oltre il campo. «Non ci vogliamo sostituire a nessuna altra società», precisa Della Ducata, «e attività a rischio per il calcio non ne mettiamo. Siamo aperti a qualsiasi tipo di collaborazione con chiunque ci voglia dare una mano, ma senza prime donne e magari con l’aiuto della politica che, sino a prova contraria, sinora è stata assente. Altrimenti continueremo col nostro percorso». La chiusura: «Una città come Gallipoli non può continuare a barcamenarsi in certe categorie. È giusto dare un equilibrio calcistico a questa città. Noi ci siamo. Ma se altri preferiscono creare società prendendo titoli altrui, quella non è la strada. Gallipoli non può sempre ripartire da zero con un’identità che non le appartiene. Una società dovrebbe avere radici, appartenenza. Noi siamo una società di Gallipoli sin dal primo giorno, e tale restiamo».

