foto: Falcone, MVP anche per la stagione 25/26ph: Coribello/Salentosport
LECCE – Top e flop 2025/26: Falcone domina ancora, pochissimi i sufficienti. Di Francesco si salva con una rosa poco adeguata alla A
Così come lo scorso anno, anche nella stagione di Serie A appena conclusa, basandoci sulle medie emerse dalle nostre pagelle settimanali, sono pochissimi (3+1) i calciatori della rosa del Lecce 2025/26 che hanno raggiunto o superato la soglia della sufficienza matematica. Abbiamo scelto di conteggiare solamente i calciatori che hanno accumulato almeno un terzo delle presenze da inizio campionato o da quando sono stati ufficialmente inseriti in rosa (12 su 38 per chi ne faceva parte dall’estate, sei su 19 per chi è arrivato nel mercato invernale).
TOP – Manco a dirlo: ancora una volta, la palma del migliore, per la terza volta consecutiva, va a Wladimiro Falcone (6,50 di media voto contro il 6,26 dello scorso anno; 38 presenze, 50 gol subiti e dieci clean-sheet, con due rigori neutralizzati). WladiMuro ha spiccato in questa particolare nostra classifica anche nel 2024-25 e nel 2023-24, arrivando secondo nel 2022-23 dietro a Samuel Umtiti. Il posto d’onore va allo sfortunato Medon Berisha (6,25 di media, 13 presenze, due gol e tre assist), assente dai campi per una serie di gravi infortuni da dicembre scorso; la medaglia di bronzo va a Tiago Gabriel (6,07 di media voto, 37 presenze e due gol), forse la più bella rivelazione di questa stagione dopo le pochissime (due) presenze accumulate in giallorosso lo scorso anno.
Sufficienza rotonda anche per Gaby Jean (6,00) che è tornato a disposizione solo a inizio 2026 (quindi come se fosse un acquisto invernale), dando il suo contributo quando è stato chiamato in causa. Tra i non classificati per numero di presenze inferiore al minimo, 6 pieno anche per la giovane promessa della Primavera, Olaf Gorter che ha esordito in casa contro il Como e ha giocato una buona mezzora al Via del Mare contro la Roma. Tra coloro che hanno lasciato il Lecce a gennaio, buon 6,07 per Youssef Maleh (9 presenze), 6,00 per Balthazar Pierret (3).
FLOP – Purtroppo, anche quest’anno, tantissimi calciatori della rosa giallorossa non hanno raggiunto la sufficienza, a testimonianza della bassa qualità media degli atleti messi a disposizione di mister Di Francesco, bravo – e, finalmente, anche fortunato – a centrare l’obiettivo con ciò che “passava il convento”. Il “migliore dei peggiori” è Lassana Coulibaly che chiude con una media voto di 5,97; a pochi centesimi di distanza si piazza Ylber Ramadani con 5,89; e poi, a seguire: Lameck Banda (5,88), Kialonda Gaspar (5,84), Konan N’Dri e Riccardo Sottil (5,79), Antonino Gallo e Omri Gandelman (5,74), Francesco Camarda e Jamil Siebert (5,68), Santiago Pierotti (5,59), Nikola Stulic (5,56), Corrie Ndaba (5,55), Danilo Veiga (5,54), Walid Cheddira (5,53), Oumar Ngom (5,50). Tra i fuoriusciti in corso d’opera: Mohamed Kaba 5,58; Christ-Owen Kouassi 5.50; Tete Morente 5,40.
Non classificati, per basso minutaggio: Sadik Fofana (4,75), Matias Perez (5,00) e Alex Sala (5,25). Mai entrati in campo: Fruchtl, Samooja, Marchwinski (recuperato dall’infortunio a gennaio ma mai utilizzato) e Kovac.
Altri dati: Falcone è anche il miglior calciatore del girone d’andata con una media voto di 6,47, poi incrementata in quello di ritorno a 6,53; al secondo posto Berisha col 6,25 (che è anche la sua media totale, non avendo giocato il girone di ritorno) e al terzo Tiago Gabriel (6,11, scesa a 6,03 nel girone di ritorno).
CONCLUSIONI – I numeri emersi dalle pagelle stagionali fotografano in modo spietato ma realistico il paradosso del Lecce 2025/26: una salvezza storica e straordinaria nei fatti, ma figlia di un livello qualitativo medio decisamente deficitario. Se si escludono le vette toccate dal solito, monumentale Falcone, dall’ottimo Tiago Gabriel e dallo sfortunato Berisha prima del ko, il resto della rosa ha navigato costantemente sotto la linea della sufficienza matematica. Questo dato non fa che amplificare l’impresa compiuta da Eusebio Di Francesco, capace di sopperire alle evidenti lacune tecniche del gruppo con l’organizzazione e la gestione delle risorse, centrando l’obiettivo massimo – anche con un pizzico di fortuna, finalmente! – con un organico che per ampi tratti ha faticato a esprimersi su standard da massima serie. Per il futuro, la permanenza in Serie A non potrà prescindere da un innalzamento del tasso qualitativo globale, per evitare di dover dipendere esclusivamente dai miracoli del proprio portiere (che sembra destinato altrove) e dalle intuizioni del proprio allenatore (che, ad oggi, ancora non ha un nome ufficiale).
