foto: E. Di Francescoph: Coribello/Salentosport
LECCE – Di Francesco tra orgoglio e rimpianti: «Meritavamo di vincere, ora spada e non fioretto»
Un pareggio che muove la classifica, ma che lascia un retrogusto amaro per le occasioni sprecate. Eusebio Di Francesco analizza la prova del suo Lecce con un mix di rammarico e conforto, sottolineando la reazione caratteriale di un gruppo che, dopo un periodo delicato, ha dimostrato di essere vivo.
Il tecnico abruzzese vede nel pari un risultato stretto per quanto espresso sul rettangolo verde: «Mi sembra di rivedere le partite precedenti: abbiamo fatto ottimi 25 minuti iniziali, poi abbiamo preso gol e rischiato di subire il raddoppio su un’azione viziata da un fallo netto su Coulibaly. Nel secondo tempo li abbiamo messi lì per 35 minuti, abbiamo avuto tante opportunità con Štulić e Pierotti ma non siamo stati bravi a concretizzare. Avremmo meritato di vincere per quanto messo in campo: noi le partite non le rubiamo, vedo squadre che con cattive prestazioni ottengono il massimo. Noi dobbiamo capitalizzare meglio, ma questo è l’atteggiamento che vogliamo».
Il cruccio dell’attacco e le scelte tattiche – Di fronte alla cronica difficoltà nel trovare la via del gol, Di Francesco difende la sua impostazione e spiega le mosse a partita in corso, come l’accentramento di Gandelman e lo spostamento di N’Dri: «Un attaccante in più non fa vincere le partite; dobbiamo migliorare sul gesto tecnico e nell’attaccare gli spazi. Gandelman è stato un attaccante aggiunto, è stata una scelta tecnica perché avevo bisogno di caratteristiche differenti in area. Lo spostamento di N’Dri era legato alla volontà di metterlo in una posizione abituale per favorirlo negli uno contro uno. I limiti sono questi, non dimentichiamoci che il Lecce è stato costruito per salvarsi: i giocatori devono avere la spada e non il fioretto».
Il caso Banda e la gestione dei singoli – Il tecnico ha poi fatto chiarezza sulle condizioni di Lameck Banda, entrato solo a gara in corso: «Banda non stava bene, ha fatto una settimana a parte e non era il caso di rischiarlo dall’inizio. È entrato bene ma ha avuto dei fastidi, mi auguro non sia nulla. Immaginiamo se lo avessi fatto giocare dall’inizio: è un po’ un cane che si morde la coda. Io li alleno e cerco di fare il bene del Lecce e di chi vuole il bene del Lecce».
Equilibrio emotivo e il ritiro di Bussolengo – In vista delle decisive trasferte di Verona e Pisa, la società ha optato per un ritiro prolungato per compattare l’ambiente: «Siamo venuti da partite in cui abbiamo avuto sbandamenti dopo aver preso gol. Andremo in ritiro per concentrare le energie positive su vari aspetti: alimentazione, riposo e lavoro sul campo. Dobbiamo mantenere gli equilibri e non entrare in un loop mentale. Con questa mentalità, con questo desiderio di andare a riprendere le partite, potremo ottenere il risultato finale».
Il ringraziamento alla Curva – Infine, un pensiero speciale per l’atmosfera respirata al Via del Mare: «Ci tengo a fare i complimenti alla Curva in particolar modo: sono stati attaccati ai giocatori, c’era un’atmosfera importante. Oggi la squadra ha dato quello che il tifoso vorrebbe vedere in campo».
