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LECCE – Bjorkengren vuole diventare grande in giallorosso: “Qui ho tutto per crescere ancora”

Il talento di John Bjorkengren è tra quelli che meglio si sono messi in mostra con la maglia del Lecce. In giallorosso si trova benissimo ed ha voglia di fare ancora tanto, come ha detto nella lunga intervista rilasciata ai colleghi di CalcioLecce.it.

INIZI. “Sono nato con il calcio nel mio piccolissimo paese, a due passi da Falkenberg. I miei due fratelli maggiori giocavano entrambi a calcio e mio padre era l’allenatore della scuola calcio nella quale ho mosso i primi passi, la LGM. Da subito ho giocato e lavorato con l’idea di diventare un calciatore. Non guardavo tantissimo calcio in tv, mi piaceva molto di più giocarlo. Oltre al Falkenberg, la squadra della mia terra, la squadra che più mi piaceva vedere era il Barcellona. Un sogno? In primis era quello di fare bene con i colori della mia città, ma è chiaro che poi è sempre stato quello di sbarcare nel grande calcio europeo e di arrivare più lontano possibile. Al contempo mi avrebbe riempito d’orgoglio vestire la maglia della nazionale. Ci sono riuscito con Under 19 e Under 21, spero di farlo anche con la maggiore”.

TRASFERIMENTO. “Ricordo bene l’orgoglio e la soddisfazione vissuti quando il mio agente mi comunicò dell’interesse dei giallorossi. Mi disse che c’era l’opportunità di andare a Lecce, in uno dei club più importanti di uno dei campionati più importanti, con un progetto serio che mi avrebbe voluto protagonista. Ecco, tutto ciò mi ha portato a dire sì al trasferimento. Non vedevo davvero l’ora di arrivare in una piazza così prestigiosa, tra le principali non solo della categoria. E’ chiaro che la serietà della dirigenza e l’ambizione del progetto che punta sui giovani per arrivare molto in alto ha giocato un ruolo da protagonista. In ogni caso non dimenticherò mai il Falkenberg. Lì mi hanno dato tantissimo”.

SALENTO. “Non ci ho messo molto ad apprezzare le tante bellezze e qualità di questa terra, tutt’altro. Lecce è bellissima, si vive bene, è a due passi dal mare ed è ricca posti straordinari, così come il suo territorio circostante. Speriamo che la pandemia da Covid passi quanto prima perché vorrei godermela ancora di più. Tra le cose che mi piacciono di più della vostra realtà è la sua gente, uno spettacolo. Ai ristoranti, ai supermercati, ovunque mi fa sentire il suo calore. I salentini sono sempre pronti a farti sentire il loro calore e ad aiutarti. E poi c’è il cibo. Amo quello italiano in generale, con la pasta e la pizza su tutto, oltre alle tante prelibatezza locali. Difficile chiedere di più”.

APPROCCIO IN GIALLOROSSO. “La squadra stava affrontando un suo momento di crescita, ma soprattutto io mi dovevo ambientare con un nuovo calcio, con dei nuovi meccanismi. Per me era tutto nuovo ed incontrare delle difficoltà era da mettere in preventivo. Dalla lingua, alla mentalità al comprendere appieno ciò che il mister mi chiedeva. I fattori erano davvero tanti e c’è voluto il giusto tempo per farli miei o superarli, in modo da potermi esprimere poi sempre meglio”.

COVID. “Il periodo in cui sono stato positivo al Covid non è stato certo facile. Ero al Lecce da appena un mese, e proprio quando stavo lavorando per integrarmi al meglio c’è stato questo lungo stop che ha complicato le cose. Per fortuna è andato tutto bene e, superato il periodo di fermo forzato, ho potuto riprendere da dove avevo interrotto portando avanti il lavoro di perfetta assimilazione delle idee del tecnico e del vostro calcio di cui avevo bisogno”.

CORINI. “Non smette mai di darmi consigli, in allenamento e a gara in corso. Ovviamente mi chiede lavoro sia in fase di contenimento che di manovra, con inserimenti e palleggio per fare il nostro gioco. Vuole sempre tanta intensità ma senza che la squadra perda equilibrio e sia io che i miei compagni ci mettiamo a sua piena disposizione. Senza questo i risultati non sono possibili, e quelli raggiunti sono figli del gran lavoro fatto con il tecnico”.

FIDANZATA. “In Svezia vivevamo già insieme, ma con il mio trasferimento lei ha dovuto attendere praticamente fino a fine anno solare prima di raggiungermi, poiché lavorava lì. Stare lontani non è stato semplice e da quando è arrivata mi aiuta tantissimo nella mia quotidianità quindi sì, mi è stata d’aiuto per la mia crescita. A Ida (Bengtsson, ndr) piace tanto Lecce e la realtà del club femminile in cui gioca. Si trova benissimo sotto ogni punto di vista”.

CAMPIONATO. “Siamo tutti, esperti e giovani, consapevoli delle finali a cui siamo chiamati. La strada per farcela, il segreto per il successo, è solo uno: affrontare step dopo step le partite perché sappiamo che, a questo punto, ogni errore e ogni vittoria pesano e ogni match può essere decisivo alla fine dei giochi. Sappiamo di dover lottare su ogni pallone per raggiungere l’obiettivo e faremo il massimo restando sempre concentrati sulla prossima partita. Dunque, ad oggi, pensiamo solo e soltanto alla Salernitana”.

RIVALI. “La classifica dice che siamo secondi e sappiamo che, affrontando al meglio questo periodo, possiamo farcela. Non sarà per nulla facile perché abbiamo a che fare con rivali agguerrite, come un Empoli che si è dimostrato molto forte o un Monza che ha una grande rosa. Per questo se vogliamo arrivare lontano dobbiamo lavorare per esprimerci al meglio e continuare su questa strada”.

TIFOSI. “Li voglio ringraziare perché, nonostante il periodo di lontananza al quale siamo costretti, mi hanno sempre fatto sentire il loro appoggio e la loro passione. Grazie per come mi hanno accolto, sostenuto nei momenti difficili e spinto in ogni partita e non solo. Non vedo l’ora di giocare in un Via del Mare colmo della loro passione a spingere il Lecce a fare il massimo in ogni partita”.