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SD PARABITA – Organizzazione e professionalità al servizio dei giovani: il tm Petruzzi illustra il progetto Soccer Dream

Se, per i campionati regionali maggiori, lo stop causa Covid è arrivato dopo quattro turni di campionato, nel torneo di Prima Categoria se ne sono giocati solo due. In quei 180 minuti, però, la Soccer Dream Parabita, matricola nel girone C, ha dimostrato ancora una volta che, a questi livelli, l’organizzazione è fondamentale. L’idea di base della società gialloverde, del patron Fabio Vinci e del presidente Tommaso Sabato, è che il calcio deve ritornare a essere un divertimento, soprattutto per i più giovani. Si deve partire dal concetto che l’educazione sportiva (e non) dei ragazzi, debba essere affidata a mani competenti, perché, proprio in quel settore, non si può essere approssimativi. La crescita del proprio vivaio, poi, è l’elemento essenziale per assicurare l’esistenza della stessa società, perché è dal settore giovanile che le prime squadre dovranno attingere linfa necessaria per la propria sopravvivenza. Con la serietà, la professionalità e l’organizzazione, i risultati non possono non arrivare. L’ultimo dei tanti, in ordine cronologico, è l’approdo alla Primavera del Lecce di Samuele Oltremarini, giovane talento classe 2002, cresciuto nella Soccer Dream Parabita.

«La nostra società – spiega il team manager Pino Petruzzi, già presidente della disciolta Gioventù Parabita – nasce come scuola calcio e conserva questa sua prevalente vocazione. Abbiamo sempre ritenuto che, per educare dei calciatori e, soprattutto, i cittadini di domani, fosse indispensabile mettere a loro disposizione dei professionisti. Con i ragazzi, però, non si può improvvisare ed ecco perché ci siamo sempre affidati a professionisti di grande livello, come Pasquale Bruno, Robertino Rizzo ed Ernesto Chevanton su tutti».

A dimostrazione di tali concetti, ci sono i numeri: «Nelle prime due partite di campionato contro Salve e Copertino – continua il dirigente gialloverdeche sono due squadre attrezzate per vincere il torneo, abbiamo schierato in ogni gara 7 o 8 under provenienti dal nostro vivaio. Ragazzi del 2001, 2002, 2003 che hanno ben figurato in Prima Categoria, dimostrando personalità e grande tecnica, risultando addirittura tra i migliori in campo. Questo vogliamo ottenere dal nostro lavoro: le squadre dilettantistiche dovranno essere, sempre di più, il frutto del proprio settore giovanile».

Per la prima squadra, in due partite, sono arrivati una vittoria col Salve e un pareggio col Copertino. In panchina siede Stefano Mandorino, già campione d’Italia Primavera nel 2003/04, da calciatore, con il Lecce di Robertino Rizzo. Mandorino, che allena anche i Giovanissimi, è coadiuvato dal suo vice Cosimo Turlizzi e dal preparatore atletico Mattia Toma. La Juniores è affidata a Rosario Gaetani; gli Esordienti a Gabriele Carluccio; gli Allievi, infine, sono diretti da Tiziano Lunghi.

Sulle prospettive di una nuova ripartenza, Petruzzi afferma: «Sono fiducioso. Se si riesce a ripartire a febbraio-marzo, si può pensare di recuperare qualche partita infrasettimanale e prolungare sino a luglio. Secondo me è possibile. Il vaccino, poi, dovrebbe cominciare a immunizzare un po’ di persone e il Covid 19 dovrebbe diventare gradualmente endemico, dandoci un po’ di tregua».

SUI PROVVEDIMENTI A SOSTEGNO DELLO SPORT DILETTANTISTICO«Tutti coloro che si sono trovati in posizione di responsabilità in questo periodo, si sono dovuti misurare con un evento di portata eccezionale e straordinaria per la nostra contemporaneità. Nessuno aveva parametri di riferimento su cui tarare le decisioni, quindi non mi sento di esprimere giudizi e dare patenti di competenza o meno. È stato fatto quello che era possibile fare, tenendo conto, fra l’altro, di quello che è il nostro sistema Paese in questo momento storico: siamo un Paese in declino, sotto tutti i punti di vista, compresa la selezione della classe dirigente».

PROPOSTE«Il dibattito politico che ci riguarda in modo particolare, in questo periodo, è quello sulla riforma dello sport voluta dal ministro Spadafora. Tale riforma, in particolare, prevede due punti che, se approvati, sarebbero il colpo di grazia per le società dilettantistiche: 1. L’abolizione del vincolo-sportivo; 2. L’omologazione dei volontari sportivi, allenatori e calciatori dilettanti, ai lavoratori iscritti alla Gestione Separata Inps. Il primo punto impedirebbe alle società di allestire degli organici per partecipare ai campionati; il secondo, un fardello economico e burocratico pesantissimo. La Lnd dovrebbe impegnare ogni energia per impedire che ciò accada».

PER I RAGAZZI«Sappiamo quanto sia difficile per i ragazzi starelontani dal campo e, per questo, abbiamo organizzato, per quanto possibile in questo periodo, grazie al nostro staff tecnico, delle sedute individuali di allenamento. Inoltre, stiamo lavorando su un progetto di valorizzazione dei nostri giovani che punti a limitare l’influenza, spesso nefasta, dei procuratori. I dettagli – conclude Petruzzi – li potremo manifestare tra qualche mese».